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Giovedì 19 Marzo

“NEI MOMENTI DIFFICILI BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI ALZARE GLI OCCHI AL CIELO”

Papa Francesco ha invitato – nella catechesi di mercoledì 21 giugno, a pensare ai “tanti cristiani che sono passati attraverso la tribolazione e hanno custodito bianche le loro vesti battesimali, lavandole nel sangue dell’Agnello”. “Dio non ci abbandona mai: ogni volta che ne avremo bisogno verrà un suo angelo a risollevarci e a infonderci consolazione”.


Foto da www.agensir.it

“Non siamo soli, la Chiesa è fatta di innumerevoli fratelli, spesso anonimi, che ci hanno preceduto e che per l’azione dello Spirito Santo sono coinvolti nelle vicende di chi ancora vive quaggiù”. Ad assicurarlo è stato il Papa, che nell’udienza di mercoledì 21 giugno si è soffermato sulla figura dei santi, la cui presenza è risuonata per la prima volta nelle invocazioni del nostro battesimo. “Molti di noi in quel momento erano bambini, portati in braccio dai genitori”, ha ricordato Francesco: “Poco prima di compiere l’unzione con l’Olio dei catecumeni, simbolo della forza di Dio nella lotta contro il male, il sacerdote ha invitato l’intera assemblea a pregare per coloro che stavano per ricevere il Battesimo, invocando l’intercessione dei santi”.

“Quella era la prima volta in cui, nel corso della nostra vita, ci veniva regalata questa compagnia di fratelli e sorelle maggiori, che sono passati per la nostra stessa strada, che hanno conosciuto le nostre stesse fatiche e vivono per sempre nell’abbraccio di Dio”, ha spiegato il Papa citando la lettera agli Ebrei. “I cristiani, nel combattimento contro il male, non disperano”, ha affermato Francesco: “Il cristianesimo coltiva un’inguaribile fiducia: non crede che le forze negative e disgreganti possano prevalere. L’ultima parola sulla storia dell’uomo non è l’odio, non è la morte, non è la guerra”. In ogni momento della vita, infatti, “ci assiste la mano di Dio, e anche la discreta presenza di tutti i credenti che ci hanno preceduto con il segno della fede. La loro esistenza ci dice anzitutto che la vita cristiana non è un ideale irraggiungibile”.

“Quando due fidanzati consacrano il loro amore nel sacramento del matrimonio, viene invocata di nuovo per loro – questa volta come coppia – l’intercessione dei santi. E questa invocazione è fonte di fiducia per i due giovani che partono per il viaggio della vita coniugale”. “Chi ama veramente ha il desiderio e il coraggio di dire ‘per sempre’, per poter vivere la vita matrimoniale per sempre, non come alcuni dicono: finché l’amore dura”, ha affermato Francesco. Per questo c’è bisogno “della grazia di Cristo e dell’aiuto dei santi”, invocati oltre che nel nostro battesimo anche nella liturgia nuziale.

“E nei momenti difficili bisogna avere il coraggio di alzare gli occhi al cielo, pensando a tanti cristiani che sono passati attraverso la tribolazione e hanno custodito bianche le loro vesti battesimali, lavandole nel sangue dell’Agnello”, il consiglio del Papa sulla scorta dell’Apocalisse: “Dio non ci abbandona mai: ogni volta che ne avremo bisogno verrà un suo angelo a risollevarci e a infonderci consolazione”.

I santi sono “angeli con un volto e un cuore umano, perché i santi di Dio sono sempre qui, nascosti in mezzo a noi” ha quindi spiegato il Papa. “Questo è difficile da capire, ma i santi sono presenti nella nostra vita, e quando qualcuno invoca un santo o una santa è perché è vicino a noi”. “Anche i sacerdoti custodiscono il ricordo di una invocazione dei santi pronunciata su di loro”, ha ricordato Francesco, nella liturgia di ordinazione.

“Che il Signore ci doni la speranza di essere santi”. “Qualcuno di voi potrà chiedermi”, ha proseguito il Papa: “Si può essere santi nella vita di tutti i giorni?”. “Sì, si può”, la risposta: “Questo significa che dobbiamo pregare tutta la giornata? No, significa che tu devi fare il tuo dovere tutta la giornata: pregare, andare al lavoro, custodire i figli, ma fare tutto col cuore aperto verso Dio, con questa voglia… Anche nella malattia, nella sofferenza, nelle difficoltà: siamo aperti a Dio e così diventiamo santi.”

Per leggere il testo integrale della catechesi di Papa Francesco di mercoledì 21 giugno 2017, cliccare qui

Cernusco sul Naviglio, 21 giugno 2017-06-21