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Giovedì 19 Marzo

“TUTTI SIAMO FIGLI AMATI DI DIO”

“Una mamma continua a voler bene a suo figlio anche quando questo figlio è in carcere” ha affermato Francesco durante la catechesi di mercoledì 14 giugno. “Dio fa la stessa cosa con noi: siamo i suoi figli amati!”, ha esclamato Francesco: “Ma può essere che Dio abbia alcuni figli che non ami? No, tutti siamo figli amati di Dio”, l’obiezione e la risposta.


Foto archivio SIR

“Nessuno di noi può vivere senza amore”, così Papa Francesco ha esordito nella catechesi di mercoledì 14 giugno durante l’udienza generale in Piazza San Pietro. Poi ha così proseguito: “E una brutta schiavitù in cui possiamo cadere è quella di ritenere che l’amore vada meritato”. “Forse buona parte dell’angoscia dell’uomo contemporaneo deriva da questo: credere che se non siamo forti, attraenti e belli, allora nessuno si occuperà di noi”, è stata l’analisi del Papa.

“Tante persone oggi cercano una visibilità solo per colmare un vuoto interiore: come se fossimo persone eternamente bisognose di conferme”, la denuncia. “Però, ve lo immaginate un mondo dove tutti mendicano motivi per suscitare l’attenzione altrui, e nessuno invece è disposto a voler bene gratuitamente a un’altra persona?”, la provocazione. “Immaginate un mondo così, un mondo senza la gratuità del voler bene”. “Tanti narcisismi dell’uomo nascono da un sentimento di solitudine”, la tesi di Francesco, secondo il quale “dietro tanti comportamenti apparentemente inspiegabili si cela una domanda: possibile che io non meriti di essere chiamato per nome, cioè di essere amato? Perché l’amore sempre chiama per nome”.

“Quando a non essere o non sentirsi amato è un adolescente, allora può nascere la violenza”. Ne è convinto il Papa, secondo il quale “dietro tante forme di odio sociale e di teppismo c’è spesso un cuore che non è stato riconosciuto”. “Non esistono bambini cattivi, come non esistono adolescenti del tutto malvagi, ma esistono persone infelici”, ha ammonito Francesco: “E che cosa può renderci felici se non l’esperienza dell’amore dato e ricevuto?” “La vita dell’essere umano è uno scambio di sguardi”, ha affermato il Papa: “Qualcuno che guardandoci ci strappa il primo sorriso, e noi che gratuitamente sorridiamo a chi sta chiuso nella tristezza, e così gli apriamo una via di uscita”.

“Dio ci ha voluto bene anche quando eravamo sbagliati”. Ad assicurarlo è stato il Papa, che poi ha spiegato: “il primo passo che Dio compie verso di noi è quello di un amore anticipante e incondizionato”.

“Chi di noi ama in questa maniera, se non chi è padre o madre?” ha sottolineato il Papa, a proposito del modo di amare di Dio. “Una mamma continua a voler bene a suo figlio anche quando questo figlio è in carcere”, ha affermato Francesco. “Dio fa la stessa cosa con noi: siamo i suoi figli amati!”, ha esclamato Francesco: “Ma può essere che Dio abbia alcuni figli che non ami? No, tutti siamo figli amati di Dio”, l’obiezione e la risposta. “Non c’è alcuna maledizione sulla nostra vita, ma solo una benevola parola di Dio, che ha tratto la nostra esistenza dal nulla”, ha puntualizzato il Papa: “La verità di tutto è quella relazione di amore che lega il Padre con il Figlio mediante lo Spirito Santo, relazione in cui noi siamo accolti per grazia. In Lui, in Cristo Gesù, noi siamo stati voluti, amati, desiderati. C’è Qualcuno che ha impresso in noi una bellezza primordiale, che nessun peccato, nessuna scelta sbagliata potrà mai cancellare del tutto”.

“Noi siamo sempre, davanti agli occhi di Dio, piccole fontane fatte per zampillare acqua buona”, l’immagine scelta da Francesco: “Lo disse Gesù alla donna samaritana: ‘L’acqua che io ti darò diventerà in te una sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna’”. (Fonte: Agenzia SIR)

Per leggere il testo integrale della catechesi di papa Francesco di mercoledì 14 giugno 2017, cliccare qui.

Cernusco sul Naviglio, 15 giugno 2017