“DON LUCIANO, AIUTACI A RISCOPRIRE LA NOSTRA FEDE”

A nome del consiglio pastorale, Paola Guzzi ha assicurato al nuovo prevosto “buona volontà e massima collaborazione, insieme alla preghiera, perché la tua missione sia sempre sostenuta dalla grazia”

A conclusione del rito di ingresso del nuovo prevosto – durante la solenne concelebrazione eucaristica di domenica 5 novembre, alle ore 17 in chiesa prepositurale - una componente del consiglio pastorale della Comunità pastorale “Famiglia di Nazaret”, Paola Guzzi, affiancata da altri due consiglieri, così da rappresentare le tre parrocchie cittadine, ha rivolto un saluto a monsignor Luciano Capra. Parole che sono sembrate tutt’altro che formali e che hanno sorpreso non pochi per il tono confidenziale scelto nel rivolgersi alla nuova guida della Comunità.

«Il nostro vescovo inviandoci te, don Luciano, ci mostra i segni più grandi della provvidenza di Dio e per questo siamo qui raccolti intorno all’altare per lodare il Signore e ripetere insieme: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”»: queste le prime parole rivolte da Paola Guzzi al prevosto.

«Tra i vari sentimenti che oggi avvertiamo, prevale sicuramente la gratitudine a Dio perché ha visitato il suo popolo e ha scelto per noi una guida autorevole» con la quale – ha proseguito la consigliera - «desideriamo camminare in un percorso di reciproca fiducia e paziente accoglienza dei tempi e delle diversità di ciascuno. Abbiamo bisogno di un fratello come noi, tra noi, che abita con noi, in questo tempo non facile. Un fratello che abbia la pazienza e l’audacia di cercare il sentire di senso, scrutando gli eventi quotidiani per trovare le tracce della presenza di quel Dio di Gesù Cristo che desideriamo conoscere e amare sempre ‘per essere uno’.»

«Ti chiediamo di diventare amico della nostra gioia e compagno misericordioso e paziente per i nostri ritardi e lentezze. Aiutaci a riscoprire la nostra fede. Non ti chiediamo di essere un costruttore di edifici di mattoni – ha aggiunto la portavoce del consiglio pastorale - ma di progettare insieme a noi l’edificio spirituale della Chiesa santa di Dio fatta di pietre vive», così da fare esperienza continua di quanto Paolo scrive ai Romani: “amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno gareggiando nello stimarvi a vicenda”.

«Vorremmo che nella nostra comunità tu possa davvero esercitare il carisma della sintesi per valorizzare e armonizzare i doni che lo Spirito genera nella Chiesa, stemperando le differenze per condurre alla comunione e all’unità, motivo ultimo del nostro essere in Cristo»: a questo desiderio, Guzzi ha aggiunto: «Possa tu essere sempre prete secondo il cuore di Cristo e possa esercitare il tuo ministero con gioia ed essere per noi testimone di gratuità e donazione.»

Quindi una promessa: “Non sarai mai solo! Noi condivideremo con te tutte le tue fatiche, con te e per te pregheremo perché tu possa essere sempre in mezzo a noi lo stimolo a perseguire la comunione fraterna. Noi ti assicuriamo tutta la nostra buona volontà e la massima collaborazione, insieme alla preghiera, perché la tua missione sia sempre sostenuta dalla grazia. Ti affidiamo anche all’intercessione di Maria madre della Chiesa perché aiuti tutti noi a costruire insieme con lei e con te un’autentica comunità di fede e di amore.»

L'intervento di Paola Guzzi a nome del Consiglio Pastorale

Cernusco sul Naviglio, 6 novembre 2017