Giovedì 29 Febbraio

“ADO&VADO” SULLE TRACCE DELLA “ROSA BIANCA”

A Monaco di Baviera gli adolescenti della nostra Comunità pastorale stanno visitando i luoghi che hanno visto protagonisti i giovani tedeschi della “Rosa Bianca” che si opposero al nazismo.


Gli adolescenti partecipanti all’«Ado&Vado» 2016 (foto da: upg cernusco facebook)

Gli adolescenti della nostra Comunità pastorale in questi giorni sono a Monaco di Baviera sulle tracce della “Rosa bianca”.Ci andiamo – ha scritto don David Maria Riboldi, responsabile dei tre oratori cittadini, su Voce Amica di dicembre 2016 - perché vorremmo toccare con mano questa storia da vicino. Vor­remmo andare all’università, vedere quella scalinata da cui volarono, liberi e indipendenti, i volantini che causeran­no la condanna morte, di lì a quattro giorni, di Hans, Sophie e Cristoph.”

I fratelli tedeschi Hans e Sophie Scholl e Christoph Probst furono arrestati dalla Gestapo e decapitati poco più che ventenni il 22 febbraio 1943 per avere fondato a Monaco “Weisse Rose”, la “Rosa bianca”, movimento clandestino di resistenza al nazismo che tra il 1942 e il 1943 produsse sei volantini che incitavano la popolazione a non aderire all’ideologia di Hitler. I giovani della Rosa Bianca erano studenti ortodossi, protestanti e cattolici di Monaco che hanno lottato per difendere la dignità dell’uomo e della religione dal nazismo. Avevano capito che era una grave minaccia e in sei volantini – che diffondevano nelle università e nelle città tedesche, firmati con una “rosa bianca” - lo denunciavano a chiare note prendendo posizione contro le deportazioni degli ebrei.. Scoperti furono tutti uccisi. Erano giovani ricchi di fede, con una profonda visione ecumenica. Anche se vissuti in un’epoca diversa, la loro testimonianza rimane ancora attuale.

L’esperienza in terra germanica dei nostri adolescenti si inserisce in un percorso di avvicinamento alla politica, che negli scorsi mesi ha toccato altre tappe. «Ci è troppo facile guardare ai nostri governanti – ha scritto ancora don David - giudicarli, condannarli con le nostre labbra, additarli come corrotti, incapaci, dediti solo al pro­prio tornaconto e pretendere da loro una coerenza, che forse noi stessi non ambiremmo di avere se fossi­mo al loro posto. Ritenere di avere le mani pulite per tenersele in tasca è un peccato con cui prima o poi la nostra coscienza dovrà fare i conti.»

«Vorrei andare a ru­bare qualcosa nel cuore di quei ragaz­zi che vedendo il male salire al potere – ha concluso il responsabile degli oratori - non sono rimasti con le mani in tasca, ma hanno sentito il Vangelo urgere in loro, hanno sentito che la Parola di Gesù li spingeva a rischiare, che vale­va la pena piuttosto perdere la vita che lasciarsela rubare, insieme alla dignità, da un folle dittatore.»

Il percorso intrapreso dai nostri adolescenti, che ricomprende anche questa tappa in Germania - si riallaccia a quanto scriviamo nella Nota di questa settimana: “in un periodo di forte disaffezione politica l’interesse ad ampio raggio rilevato tra i giovani italiani per il bene comune può essere una buona notizia per il futuro” del nostro Paese e anche per il futuro della nostra città.

Cernusco sul Naviglio, 27 dicembre 2016