Festa della Famiglia. Famiglie anima della comunità
Sono rimasto colpito dall’omelia di padre Beppe Meloni nella
Celebrazione della Sacra Famiglia il 25 gennaio scorso. L’inizio dell’omelia
era una domanda rivolta ai bambini: “A casa avete la fotografia di Dio?”. Quale
bambino risponderebbe istintivamente sì? Infatti uno dopo l’altro: “no”, con
faccia stranita. Ma la risposta giusta era positiva, “La fotografia di Dio sono
la mamma e il papà insieme”. Affermazione forte, che pare risuonata pure
radicale, perché un dato che spesso ci appare sfuocato, se non a volte
evanescente. Eppure “maschio e femmina lo creò”, con quel “lo” che richiama
l’essere umano fatto da Dio a sua immagine e somiglianza.
La risposta positiva di padre Beppe è un richiamo all’origine di ogni
compimento e davanti a questa verità occorre chiedere la grazia di starci,
consapevoli che nessuno pretende di farlo per perfezione e presunzione. Ma per conversione!
“Di chi sono i vostri figli?”
E poi l’omelia si è aperta ad una seconda parte, con la domanda rivolta ai genitori. “Di chi sono i vostri figli?”. Più facile stavolta intuire la risposta: “di Dio”. Giusto. Ma la precisazione del missionario va ascoltata: “Sì, non sono vostri, non sono il termine delle vostre aspettative, o i destinatari dei progetti che voi avreste voluto realizzare senza riuscirci. Sono coloro che vanno aiutati a discernere il progetto che Dio ha su di loro”.
Così l’omelia dice in modo limpido che la famiglia è l’anima della comunità cristiana: è nella famiglia che si realizza il disegno di Dio, è nella famiglia che riconosciamo la sua presenza ed è nella famiglia che si creano le condizioni perché si compiano i Suoi progetti.
Sono aiutato, io per primo, a ricordare grazie a chi ho potuto giocare la libertà di dire sì ai desideri che Dio a posto nel mio cuore. Grazie ai miei genitori, che mi hanno guardato e amato come figlio di Dio.
Sono aiutato, io per primo, a riconoscere che la mia vita di uomo e di prete si nutre in modo fecondo proprio stando a contatto con tante famiglie della nostra comunità che narrano con la loro quotidiana testimonianza l’avvenimento di un Dio che si rivela e che genera.
Storie di fraternità dentro i nostri ambienti
Così come lo scorso mese ho detto il mio grazie per chi condivide con me e le suore la responsabilità educativa in Oratorio nei cammini di fede e di carità, così ora voglio dire il mio grazie a tutte le famiglie che animano la nostra Comunità e il nostro oratorio rendendosi protagoniste dei cammini di fede, mettendosi in gioco da adulti nel guardare la vita con gli occhi del Signore invocando da Lui la possibilità di un cammino sincero, osando compiere passi di rinnovamento nella gioia e nella pace.
Tante e ripetute sono le occasioni che costruiscono storie di fraternità dentro i nostri ambienti. Desiderosi di coinvolgere altre famiglie non ancora in cammino, specialmente chi per amori feriti o rapporti rovinati fatica a intraprendere percorsi di comunità. Se guardiamo al Signore, non a noi stessi; se guardiamo al Signore, non al nostro limite; allora riconosciamo che per tutti è possibile.
Chi già partecipa si renderà più aperto ad accogliere.
Chi ancora non partecipa si renderà conto di essere davvero un invitato.
don Andrea Citterio









