Venerdì 1 Marzo

RICORDANDO DON MARIO NOVATI, “UN GRAN BRAVO PRETE”

Sono trascorsi dieci anni dalla morte di don Mario Novati, che è stato vicario parrocchiale della Parrocchia Santa Maria Assunta dal gennaio 2005 sino alla sua scomparsa.


Don Mario Novati (primo a sinistra) concelebra con Don Luigi Caldera e don Giuseppe Cazzaniga

Don Mario è rimasto tra noi meno di due anni, ma più che sufficienti a lasciare, in coloro che l’hanno conosciuto, un intenso ricordo. Lo scorso 24 settembre, l’Azione Cattolica l’ha ricordato con una celebrazione eucaristica, perché don Mario è stato suo assistente dal 1975 al 1980, seguendo in particolare gli adolescenti e gli studenti.

Tantissimi cernuschesi, ma non solo, diedero - giovedì 21 settembre 2006 - l’ultimo saluto a don Mario, morto a 65 anni nella notte tra il 19 ed il 20 settembre. Arrivato nella Parrocchia Santa Maria Assunta nel gennaio 2005 - dopo aver insegnato nel seminario di Seveso, essere stato Assistente dell’Azione Cattolica, Rettore del Collegio De Filippi di Varese, prevosto di Gavirate - si dedicò in modo particolare alla Riconciliazione e alla formazione dei laici. Da tempo le sue condizioni di salute erano molto precarie; un improvviso aggravamento, all’inizio dell’agosto 2006, lo portò in soli quaranta giorni alla morte.

Alla solenne liturgia funebre, presieduta da monsignor Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare di Milano, parteciparono altri quattro vescovi e un’ottantina di sacerdoti. Nella prepositurale gremita, la corale parrocchiale accompagnò la celebrazione eucaristica, eseguendo anche alcuni canti scelti proprio da don Mario prima di morire.

“La vita di don Mario – disse monsignor Giovanni Giudici, allora vescovo di Pavia, che tenne l’omelia – è stata segnata dalla consegna che egli ha fatto di se stesso al Signore Gesù per servire gli altri attraverso questa sua caratteristica: ricercare la verità nella ragionevolezza e nella fede. Così unite in lui - ragione e fede - da costituire il fondamento delle sue scelte e delle sue parole. Il legame tra ragione e fede sono stati la sua passione, unite ad un cuore libero di aprirsi, trasparente, pronto ad ogni ricerca di aiuto che le persone gli rivolgevano o che egli sentiva necessario alla loro crescita.” Un ritratto che si ricollega alla formazione personale di don Mario, laureato in filosofia, e alle sue prime esperienze pastorali: insegnante in Seminario e a Varese, educatore di generazioni di giovani ed adolescenti. A conclusione della sua omelia, Giudici chiese al Signore di dare a don Mario il premio promesso a coloro che sono stati perseveranti nelle prove perché lui è stato tra noi un “autentico figlio di Dio”.

Intenso il ricordo del cardinale Attilio Nicora, suo compagno di ordinazione sacerdotale. “La Diocesi e la parrocchia – scrisse nel telegramma che inviò al prevosto della nostra città - perdono un gran bravo prete. Una persona intelligente, attenta, semplice, schietta, sorridente, sin quasi talvolta all’ingenuità, dedita generosamente al proprio ministero senza fronzoli esteriori ma per convinzioni interiori. Appassionato per ogni intrapresa culturale e caritativa. Battagliero nelle cause che riteneva giuste, ma incapace di voler male a qualcuno. Se ne va un altro autentico prete ambrosiano che ci lascia tutti un po’ più poveri.”

L’allora prevosto della città, don Luigi Caldera, lesse il testamento spirituale che don Mario scrisse il 15 agosto 2006, nella festività della Madonna Assunta, nostra patrona. “Ringrazio il Signore – scrisse don Mario - per tutto quello che ha fatto per me. Mi ha concesso una vita bellissima, con una famiglia straordinaria e con esperienze sempre più belle. Non ho mai scelto il posto dove andare, mi sono fidato del Signore e mi sono trovato sempre bene.” Nel suo testamento don Mario manifestò il desiderio di “essere sepolto a Cernusco. Qui mi ha portato la volontà di Dio e qui resto in attesa della risurrezione. Ancora una volta voglio seguire Dio sino all’ultimo trasloco nella casa del Padre, dove Gesù mi ha preparato un posto. Voglio essere sepolto in terra comune.”

Don Mario riposa nel nostra camposanto. I Cernuschesi – fu scritto in occasione della sua morte - forse si accorsero con ritardo di avere in mezzo a loro un prete dalle doti non comuni e, quando iniziarono a conoscerlo e ad amarlo, il male che lo accompagnava da tanto tempo divenne improvvisamente aggressivo ed in soli quaranta giorni se lo portò via.

L’Azione Cattolica Ambrosiana ci offre ora la possibilità di conoscere più a fondo don Mario, grazie alle testimonianze che ha raccolto e pubblicato.

Per leggere le testimonianze raccolte su don Mario, cliccare qui

Cernusco sul Naviglio, 31 ottobre 2016