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«DAMMI UN ATTIMO»: DARIO GELLERA CI AIUTA A RIFLETTERE   

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CORONAVIRUS: VENTI I CASI A CERNUSCO, OGGI IL PRIMO DECESSO   

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DON LUCIANO: LA SPERANZA NON È LA STESSA COSA DELL’OTTIMISMO   

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EMERGENZA CORONAVIRUS, LE COMUNICAZIONI DAL COMUNE   

V Domenica dopo l´Epifania   

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S. Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe   

Giovedì 28 Maggio

IL SEGRETO DEL MONDO …. IN POCHI GRAMMI

Questa è la cronaca:

Sulla strada del “cammino di Compostela” in un paesino della Spagna, El Cebrero, a 1300 metri d’altezza, in quel giorno del 1286, così freddo, attraversato da una bufera di neve, là in chiesa si apre una porta che arriva al gelo di quel cuore di chi stava celebrando la Messa ed un contadino, abitudinario ed unico frequentatore, viene tacciato di fanatismo, ma … in quelle mani consacratorie, il pezzo di pane divenne visibilmente ciò che è: sangue e carne.

Commento

Sulla strada della nostra vita appaiono: molte manifestazioni, come una persona con la quale un domani potremo camminare insieme per tutta la vita, o un’altra con la quale, seppur con un breve percorso, lascerà un segno di affetto, di cultura di amicizia ed altro; una notizia che ci rimane impressa, tanto che sarà un dato sapienziale per la nostra vita;un luogo geografico dietro al quale un popolo ha stili di vita e credenze diverse dalle nostre; l’accadimento di fatti che incontriamo, anche ogni giorno; il tutto è un motivo di crescita per una comprensione della vita ed anche per un format sempre più completo di ciò che siamo.

Il profumo di quella essenza si diffuse ben presto sulla strada per Compostela tanto che furono aperti ospedali ed ostelli per il pellegrino che passava da Santiago. La gente cominciò con i pellegrinaggi dalla Spagna, dalla Francia ed anche dall’Italia rendendo omaggio all’Eucarestia anche con l’adorazione.

Il popolo di Dio ha sempre avuto nel cuore il desiderio di prostrarsi davanti al suo Creatore per riempirsi della sua presenza. Dio è in mezzo a noi e la nostra vita è terra sacra sulla quale, come Mosè, Lui cammina, lasciando cadere, in ogni anima che brucia nel dolore e nella sofferenza, una goccia di speranza, quando non è una guarigione.

Noi siamo la memoria di Dio che si rivela ogni volta che il profumo della preghiera tocca il lembo del cielo. Porsi dinnanzi a Lui è come un invaso che viene riempito di una parola di senso, che ti guarisce le tante domande, così vive, come le verdi foglie di un albero, ma che diventano secche ed in frantumi si perdono nell’aria.

La tua anima, che ti pareva arrotolata nelle incombenze di una quotidianità senza respiro, ora ritrova la propria preziosità, di fronte a Lui, perché percepisce che i propri sentimenti si ritrovano fratelli nel cuore dell’umanità di Dio. Se lasci il tuo cuore, tutto solo nello spazio dell’Amore, la brezza della Sua consolazione si apre in un nuovo sapere che l’umanità non potrà mai calpestare, perché è un terreno troppo scomodo.

Adorare significa elevare tutta l’umanità che porti nel tuo cuore ad una luce che il mondo rifiuta. Porsi nel segreto della propria anima, significa stendere al sole, come si fa per la biancheria lavata, tutti i nostri desideri, le nostre inclinazioni, le nostre attività ed i sentimenti perché si purifichino e si rafforzino nella Sua potenza.

Adorare nel silenzio della notte, dinnanzi al sangue e alla carne, ti colma di gioia profonda, duratura e vitale per cui le luci del mondo tendo sempre più a spegnersi e tu respiri una solidità di vita che come Pietro diresti: “Tu sei il Cristo di Dio”, e null’altro desideri. Se vuoi gustare, alla Sua presenza, il dolce rimprovero di un Gesù, chiuso in un vicolo cieco, forse senza speranze, senti cosa ti dice: “Non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me?”. No correre lontano nelle filosofie, nei ragionamenti e nelle esperienze di vita dove Lui non c’è mai stato, ma cercalo nelle manifestazioni d’incontro, nelle notizie della giornata, nei luoghi che attraversi, negli accadimenti e poi il tuo cuore, gonfio di tutto questo, portalo davanti al suo sangue ed alla sua carne in un’ora della tua settimana, e molto cambierà per la tua gioia e per coloro per i quali hai pregato.

Nella ricorrenza del prodigio, ogni anno viene portata in processione una antica statua della Madonna che tiene sulle ginocchia il Bambino Gesù. La Vergine ha la testa piegata in avanti, ma secondo la tradizione un tempo ella aveva un atteggiamento regale ed eretto. Avrebbe preso quella posizione, che assomiglia ad un gesto di venerazione, proprio quando si verificò quel miracolo.

Paolo Fiorani


Lasciamo i riferimenti dell’Associazione Adoratori, per informazioni e nuove adesioni rispetto l’Adorazione Perpetua che si tiene in Chiesa prepositurale:
Andrea Tel... 3333041653
Marilena Tel. 3487050991

Festa dell’associazione: 1° domenica di Avvento

Per comunicazioni è possibile scrivere a: posta@cernuscoinsieme.it