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Giovedì 19 Marzo

“LA MODESTIA È ESSENZIALE PER UNA VITA CONFORME ALL’INSEGNAMENTO DI GESÙ”

“Se abbiamo ricevuto delle qualità dal Padre celeste, le dobbiamo mettere al servizio dei fratelli, e non approfittarne per la nostra soddisfazione e interesse personale”, il consiglio del Papa: “Non dobbiamo considerarci superiori agli altri”. “Vivere solo per l’apparenza: è una tentazione che corrisponde alla superbia umana”


Foto da www.agensir.it

“Un difetto frequente in quanti hanno un’autorità, sia autorità civile sia ecclesiastica, è quello di esigere dagli altri cose, anche giuste, che però loro non mettono in pratica in prima persona”. A denunciarlo è stato il Papa, durante l’Angelus di domenica 5 novembre. “Fanno la doppia vita”, ha proseguito Francesco citando le parole attribuite agli scribi e ai farisei, che “dicono e non fanno”: “Legano fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito”. “Questo atteggiamento – ha ammonito il Papa – è un cattivo esercizio dell’autorità, che invece dovrebbe avere la sua prima forza proprio dal buon esempio”.

“L’autorità nasce dal buon esempio, per aiutare gli altri a praticare ciò che è giusto e doveroso, sostenendoli nelle prove che si incontrano sulla via del bene”, ha spiegato Francesco: “L’autorità è un aiuto, ma se viene esercitata male, diventa oppressiva, non lascia crescere le persone e crea un clima di sfiducia e di ostilità, e porta anche alla corruzione”.

“Vivere solo per l’apparenza: è una tentazione che corrisponde alla superbia umana e che non è sempre facile vincere”: ha aggiunto il Papa, ricordando poi che “Gesù denuncia apertamente alcuni comportamenti negativi degli scribi e di alcuni farisei”, i quali “si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze”. Di qui l’attualità delle consegne di Gesù ai suoi discepoli: “Non fatevi chiamare ‘rabbi’, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non fatevi chiamare ‘guide’, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo”.

“Noi discepoli di Gesù non dobbiamo cercare titoli di onore, di autorità o di supremazia”, ha ammonito Francesco, che poi ha fatto riferimento alla sua esperienza personale: “Io vi dico che a me personalmente addolora vedere persone che psicologicamente vivono correndo dietro alla vanità delle onorificenze. Noi, discepoli di Gesù non dobbiamo fare questo, poiché tra di noi ci dev’essere un atteggiamento semplice e fraterno. Siamo tutti fratelli e non dobbiamo in nessun modo sopraffare gli altri e guardarli dall’alto in basso. No. Siamo tutti fratelli”.

“Se abbiamo ricevuto delle qualità dal Padre celeste, le dobbiamo mettere al servizio dei fratelli, e non approfittarne per la nostra soddisfazione e interesse personale”, il consiglio del Papa: “Non dobbiamo considerarci superiori agli altri; la modestia è essenziale per una esistenza che vuole essere conforme all’insegnamento di Gesù, il quale è mite e umile di cuore ed è venuto non per essere servito ma per servire”.

Riflettendo - Le persone umili, semplici, pure di cuore sono coerenti con se stesse, agiscono come pensano, pensano come agiscono. Esprimono quello che pensano con garbo e pacatezza, non urlano, non sono vanitose né superbe, non svolgono la loro attività per farsi notare. Quelle che invece amano solo se stesse sono ipocrite e superbe, non vivono concretamente la loro fede. Sono solo scribi e farisei. (Fabio F.)

Per leggere il testo integrale dell’Angelus di Papa Francesco di domenica 5 novembre 2017, cliccare qui

Cernusco sul Naviglio, 6 novembre 20178