MAGGIO, MESE MARIANO
La tradizione di recitare il S. Rosario nel mese di maggio diventa sempre più un’esigenza del cuore e della fede visti anche i momenti che stiamo attraversando. È necessario pregare per chiedere il dono della pace nel mondo, nelle famiglie, nei nostri ambienti di lavoro e nei nostri cuori.
Vogliamo recitare il Rosario anche per tutti gli ammalati e per chi sta attraversando un momento non facile nella propria vita per qualsiasi motivo. Pertanto, anche quest’anno la Diaconia, sentito il parere della Commissione liturgica, propone la recita del S. Rosario nelle nostre chiese portando la statua della Madonna di Fatima.
Ci troveremo per la recita del S. Rosario tutte le sere
da lunedì a venerdì alle ore 20.45.
L’invito è ad essere presenti, se non potete fate in modo
di recitarlo nelle vostre case o personalmente.
Don Luciano
IL CALENDARIO:
1 Venerdì Chiesa S. Giuseppe Lavoratore con processione al Santuario di S. Maria
4 Lunedì Chiesa di Ronco
5 Martedì Chiesa di Ronco
6 Mercoledì Chiesa di Ronco
7 Giovedì Chiesa di Ronco
8 Venerdì Chiesa di Ronco
11 Lunedì Chiesa di S. Giuseppe Lavoratore
12 Martedì Chiesa di S. Giuseppe Lavoratore
13 Mercoledì Chiesa di S. Giuseppe Lavoratore
14 Giovedì ore 20,30 Rosario e ore 21,00 S. Messa NELLA SOLENNITA’ DELL’
ASCENSIONE DEL SIGNORE
15 Venerdì Chiesa di S. Giuseppe Lavoratore
18 Lunedì Chiesa Madonna del Divin Pianto
19 Martedì Chiesa Madonna del Divin Pianto
20 Mercoledì Chiesa Madonna del Divin Pianto
21 Giovedì Chiesa Madonna del Divin Pianto
22 Venerdì PELLEGRINAGGIO DECANALEA CARAVAGGIO
25 Lunedì Chiesa di S. Maria Assunta
26 Martedì Chiesa di S. Maria Assunta
27 Mercoledì Chiesa di S. Maria Assunta
28 Giovedì Chiesa di S. Maria Assunta
29 Venerdì Chiesa di S. Maria Assunta
31 Domenica Al Santuario di S. Maria a chiusura del mese di maggio
DOMENICA
24 MAGGIO CELEBREREMO LA SOLENNITÀ DELLA PENTECOSTE. SI TRATTA DI UNA DELLE
PRINCIPALI SOLENNITÀ DEL CALENDARIO LITURGICO
Viene
celebrata cinquanta giorni dopo la Pasqua e conclude il tempo liturgico
pasquale. Nonostante la sua rilevanza teologica, è una festa meno conosciuta
rispetto al Natale o alla stessa Pasqua. Eppure, rappresenta un momento
centrale per il cristianesimo: la nascita della Chiesa. Sebbene oggi sia identificata soprattutto con
la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, le sue radici sono molto più
antiche e affondano nella tradizione ebraica.
Le
origini ebraiche della Pentecoste
Nel
giudaismo la Pentecoste corrisponde alla festa di Shavuot, una delle tre
grandi festività di pellegrinaggio dell’antico Israele. Gli Ebrei la chiamavano
“festa della mietitura e dei primi frutti”; si celebrava il 50° giorno dopo
la Pasqua ebraica e segnava l’inizio della mietitura del grano.
È chiamata anche “festa delle Settimane”, per la sua ricorrenza di sette
settimane dopo la Pasqua.
Lo scopo originario di questa ricorrenza era il ringraziamento a Dio per i
frutti della terra, cui si aggiunse più tardi, il ricordo del più grande dono
fatto da Dio al popolo ebraico, cioè la promulgazione della Legge mosaica sul Monte
Sinai. Secondo il rituale ebraico, la festa comportava il pellegrinaggio di
tutti gli uomini a Gerusalemme, l’astensione totale da qualsiasi lavoro,
un’adunanza sacra e particolari sacrifici. Questo è il otivo per il quale quando avvennero gli eventi
raccontati nel Nuovo Testamento, Gerusalemme era quindi piena di pellegrini
provenienti da molte regioni del mondo ebraico.
La
Pentecoste nel Nuovo Testamento
Il
racconto fondamentale della Pentecoste si trova negli Atti degli Apostoli (At
2,1-13). Secondo il testo biblico, cinquanta giorni dopo la resurrezione di
Gesù, mentre gli apostoli e i discepoli erano riuniti insieme a Gerusalemme, lo
Spirito Santo discese su di loro sotto forma di lingue di fuoco.
A
seguito di questo evento, gli apostoli iniziarono a parlare lingue diverse e
furono compresi dai pellegrini provenienti da molti popoli. Il primo grande
discorso di Pietro portò alla conversione e al battesimo di circa tremila
persone. Per la tradizione cristiana questo momento segna la nascita della
Chiesa e l’inizio della missione universale del cristianesimo; segna il
passaggio dalla paura all’annuncio, dal silenzio all’apertura verso l’esterno. Nella
tradizione cristiana, quindi, il significato originario viene trasformato: non
più le tavole della Legge, bensì il dono dello Spirito. Non un codice da
seguire, ma una forza interiore che guida.
Da
quando si celebra la festa di Pentecoste?
La
celebrazione liturgica della Pentecoste sembra risalire al I secolo, benché non
ci sia prova che venisse osservata, a differenza della Pasqua. I cristiani,
infatti, inizialmente chiamarono Pentecoste il periodo di cinquanta giorni dopo
la Pasqua. A quanto sembra, fu
Tertulliano, apologista cristiano (155-220), il primo a parlarne come di una
festa particolare in onore dello Spirito Santo. Secondo le notizie della
pellegrina Egeria, a Gerusalemme alla fine del sec. IV la festa di Pentecoste
si celebrava premettendo una funzione vigiliare a base di salmodia che
terminava con una messa all’alba, celebrando un’altra messa a mezza mattinata e
facendo una processione al Monte degli Ulivi, con ritorno a sera in città. La
Pentecoste si affermò come ricorrenza da festeggiare a partire dalla fine IV
secolo dopo Cristo, durante la quale veniva conferito il Battesimo a chi non
aveva potuto riceverlo durante la veglia pasquale, e per questo le cerimonie
del sabato vigilia di Pentecoste erano simili a quelli del Sabato santo.









