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Mercoledì 29 Aprile

MAGGIO, MESE MARIANO

La tradizione di recitare il S. Rosario nel mese di maggio diventa sempre più un’esigenza del cuore e della fede visti anche i momenti che stiamo attraversando. È necessario pregare per chiedere il dono della pace nel mondo, nelle famiglie, nei nostri ambienti di lavoro e nei nostri cuori.

Vogliamo recitare il Rosario anche per tutti gli ammalati e per chi sta attraversando un momento non facile nella propria vita per qualsiasi motivo. Pertanto, anche quest’anno la Diaconia, sentito il parere della Commissione liturgica, propone la recita del S. Rosario nelle nostre chiese portando la statua della Madonna di Fatima.

Ci troveremo per la recita del S. Rosario tutte le sere da lunedì a venerdì alle ore 20.45.
L’invito è ad essere presenti, se non potete fate in modo di recitarlo nelle vostre case o personalmente.

Don Luciano

IL CALENDARIO:

1 Venerdì Chiesa S. Giuseppe Lavoratore con processione al Santuario di S. Maria

4 Lunedì Chiesa di Ronco
5 Martedì Chiesa di Ronco
6 Mercoledì Chiesa di Ronco
7 Giovedì Chiesa di Ronco
8 Venerdì Chiesa di Ronco

11 Lunedì Chiesa di S. Giuseppe Lavoratore
12 Martedì Chiesa di S. Giuseppe Lavoratore
13 Mercoledì Chiesa di S. Giuseppe Lavoratore
14 Giovedì ore 20,30 Rosario e ore 21,00 S. Messa NELLA SOLENNITA’ DELL’ ASCENSIONE DEL SIGNORE
15 Venerdì Chiesa di S. Giuseppe Lavoratore

18 Lunedì Chiesa Madonna del Divin Pianto
19 Martedì Chiesa Madonna del Divin Pianto
20 Mercoledì Chiesa Madonna del Divin Pianto
21 Giovedì Chiesa Madonna del Divin Pianto
22 Venerdì PELLEGRINAGGIO DECANALEA CARAVAGGIO

25 Lunedì Chiesa di S. Maria Assunta
26 Martedì Chiesa di S. Maria Assunta
27 Mercoledì Chiesa di S. Maria Assunta
28 Giovedì Chiesa di S. Maria Assunta
29 Venerdì Chiesa di S. Maria Assunta

31 Domenica Al Santuario di S. Maria a chiusura del mese di maggio


DOMENICA 24 MAGGIO CELEBREREMO LA SOLENNITÀ DELLA PENTECOSTE. SI TRATTA DI UNA DELLE PRINCIPALI SOLENNITÀ DEL CALENDARIO LITURGICO
Viene celebrata cinquanta giorni dopo la Pasqua e conclude il tempo liturgico pasquale. Nonostante la sua rilevanza teologica, è una festa meno conosciuta rispetto al Natale o alla stessa Pasqua. Eppure, rappresenta un momento centrale per il cristianesimo: la nascita della Chiesa. Sebbene oggi sia identificata soprattutto con la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, le sue radici sono molto più antiche e affondano nella tradizione ebraica.

Le origini ebraiche della Pentecoste
Nel giudaismo la Pentecoste corrisponde alla festa di Shavuot, una delle tre grandi festività di pellegrinaggio dell’antico Israele. Gli Ebrei la chiamavano “festa della mietitura e dei primi frutti”; si celebrava il 50° giorno dopo la Pasqua ebraica e segnava l’inizio della mietitura del grano.
È chiamata anche “festa delle Settimane”, per la sua ricorrenza di sette settimane dopo la Pasqua.
Lo scopo originario di questa ricorrenza era il ringraziamento a Dio per i frutti della terra, cui si aggiunse più tardi, il ricordo del più grande dono fatto da Dio al popolo ebraico, cioè la promulgazione della Legge mosaica sul Monte Sinai. Secondo il rituale ebraico, la festa comportava il pellegrinaggio di tutti gli uomini a Gerusalemme, l’astensione totale da qualsiasi lavoro, un’adunanza sacra e particolari sacrifici. Questo è il otivo per il quale quando avvennero gli eventi raccontati nel Nuovo Testamento, Gerusalemme era quindi piena di pellegrini provenienti da molte regioni del mondo ebraico.

La Pentecoste nel Nuovo Testamento
Il racconto fondamentale della Pentecoste si trova negli Atti degli Apostoli (At 2,1-13). Secondo il testo biblico, cinquanta giorni dopo la resurrezione di Gesù, mentre gli apostoli e i discepoli erano riuniti insieme a Gerusalemme, lo Spirito Santo discese su di loro sotto forma di lingue di fuoco.
A seguito di questo evento, gli apostoli iniziarono a parlare lingue diverse e furono compresi dai pellegrini provenienti da molti popoli. Il primo grande discorso di Pietro portò alla conversione e al battesimo di circa tremila persone. Per la tradizione cristiana questo momento segna la nascita della Chiesa e l’inizio della missione universale del cristianesimo; segna il passaggio dalla paura all’annuncio, dal silenzio all’apertura verso l’esterno. Nella tradizione cristiana, quindi, il significato originario viene trasformato: non più le tavole della Legge, bensì il dono dello Spirito. Non un codice da seguire, ma una forza interiore che guida.

Da quando si celebra la festa di Pentecoste?
La celebrazione liturgica della Pentecoste sembra risalire al I secolo, benché non ci sia prova che venisse osservata, a differenza della Pasqua. I cristiani, infatti, inizialmente chiamarono Pentecoste il periodo di cinquanta giorni dopo la Pasqua. A quanto sembra, fu Tertulliano, apologista cristiano (155-220), il primo a parlarne come di una festa particolare in onore dello Spirito Santo. Secondo le notizie della pellegrina Egeria, a Gerusalemme alla fine del sec. IV la festa di Pentecoste si celebrava premettendo una funzione vigiliare a base di salmodia che terminava con una messa all’alba, celebrando un’altra messa a mezza mattinata e facendo una processione al Monte degli Ulivi, con ritorno a sera in città. La Pentecoste si affermò come ricorrenza da festeggiare a partire dalla fine IV secolo dopo Cristo, durante la quale veniva conferito il Battesimo a chi non aveva potuto riceverlo durante la veglia pasquale, e per questo le cerimonie del sabato vigilia di Pentecoste erano simili a quelli del Sabato santo.