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Giovedì 19 Marzo

“OGNI MATTINA È UNA PAGINA BIANCA”

“Una pagina bianca che il cristiano comincia a scrivere con le opere di bene”. Lo ha spiegato il Papa, ricordando che “noi siamo già stati salvati dalla redenzione di Gesù, però ora attendiamo la piena manifestazione della sua signoria: quando finalmente Dio sarà tutto in tutti”. “Nulla è più certo, nella fede dei cristiani, di questo appuntamento col Signore”


Foto da www.agensir.it

“I cristiani non si adagiano mai”: il mondo “esige la nostra responsabilità”, e Gesù vuole che “non abbassiamo mai la guardia”. Con queste parole il Papa, durante la catechesi dell’udienza di mercoledì 11 ottobre, si è soffermato sulla speranza come “attesa vigilante”, uno dei fili conduttori del Nuovo Testamento. Gesù predica ai suoi discepoli: “Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito”, ha detto Francesco citando il Vangelo di Luca.

“In questo tempo che segue la risurrezione di Gesù, in cui si alternano in continuazione momenti sereni e altri angosciosi, i cristiani non si adagiano mai”, ha ammonito il Papa sulla scorta del Vangelo, che “raccomanda di essere come dei servi che non vanno mai a dormire, finché il loro padrone non è rientrato”. “Questo mondo esige la nostra responsabilità, e noi ce la assumiamo tutta e con amore”, l’invito di Francesco: “Gesù vuole che la nostra esistenza sia laboriosa, che non abbassiamo mai la guardia, per accogliere con gratitudine e stupore ogni nuovo giorno donatoci da Dio”.

“Ogni mattina è una pagina bianca che il cristiano comincia a scrivere con le opere di bene” ha spiegato il Papa, ricordando che “noi siamo già stati salvati dalla redenzione di Gesù, però ora attendiamo la piena manifestazione della sua signoria: quando finalmente Dio sarà tutto in tutti”. “Nulla è più certo, nella fede dei cristiani, di questo appuntamento, di questo appuntamento col Signore”, ha detto Francesco: “E quando questo giorno arriverà, noi cristiani vogliamo essere come quei servi che hanno passato la notte con i fianchi cinti e le lampade accese: bisogna essere pronti per la salvezza che arriva, pronti all’incontro”.

“Il cristiano non è fatto per la noia; semmai per la pazienza. Sa che anche nella monotonia di certi giorni sempre uguali è nascosto un mistero di grazia”. Ne è convinto il Papa, che poi ha fatto notare che “ci sono persone che con la perseveranza del loro amore diventano come pozzi che irrigano il deserto”. “Nulla avviene invano, e nessuna situazione in cui un cristiano si trova immerso è completamente refrattaria all’amore”, ha assicurato Francesco: “Nessuna notte è così lunga da far dimenticare la gioia dell’aurora”. “E quanto più è oscura, più vicina è l’aurora”, ha aggiunto.

“Se rimaniamo uniti a Gesù, il freddo dei momenti difficili non ci paralizza”, ha assicurato: “E se anche il mondo intero predicasse contro la speranza, se dicesse che il futuro porterà solo nubi oscure, il cristiano sa che in quello stesso futuro c’è il ritorno di Cristo”. “Quando questo succederà, nessuno lo sa, ma il pensiero che al termine della nostra storia c’è Gesù Misericordioso, basta per avere fiducia e non maledire la vita”, l’incoraggiamento del Papa: “Tutto verrà salvato, tutto! Soffriremo, ci saranno momenti che suscitano rabbia e indignazione, ma la dolce e potente memoria di Cristo scaccerà la tentazione di pensare che questa vita è sbagliata”.

Riflettendo - La nostra vita è un dono del Signore che ogni giorno si rinnova e ci fa vivere situazioni ed eventi sia positivi che negativi, segno della Provvidenza, dell'amore, che Gesù ha per ciascuno di noi, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto. Per questo il cristiano non può rassegnarsi ed essere pessimista. Anche nel momento del dolore e dalla tribolazione, quando tutto sembra irrimediabilmente perduto, il cristiano non abbandona mai la speranza e la gioia di vivere, ma cerca di donare sempre parole di consolazione, di speranza e di pace. Aiuta inoltre a risolvere i problemi concreti della vita quotidiana. Non si tira mai indietro, dona sempre tutto il suo amore, dono del Signore. Ci è chiesto di essere servi vigili, operosi, che aspettano che il loro padrone torni dalle nozze, perché chi si rassegna ed è pessimista non è cristiano. Gesù è sempre con noi, se lo vogliamo accogliere. (F.F.)

Per leggere il testo completo della catechesi di Papa Francesco di mercoledì 11 ottobre 2017, cliccare qui

Cernusco sul Naviglio, 12 ottobre 2017