Giovedì 29 Febbraio

UN BEL LIBRO RACCONTA PADRE EMILIO E LA SUA GENTE

Lo si può prenotare in Libreria del Naviglio. Un libro fotografico ricco di volti, che suscitano più di una riflessione in questi tempi di indifferenza, chiusure e paure.


La copertina del libro in prenotazione

Appena si ha in mano la copia del libro ci si accorge dell’importanza del lavoro fatto dall’autore, Sergio Pozzi. Impressione che, sfogliando pagina dopo pagina, si rafforza e consolida. Il libro di cui parliamo è “Bangladesh 1994/95, Chandupukur e dintorni”, che racconta, ma soprattutto illustra, la vita e la gente di padre Emilio Spinelli, nostro concittadino, del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime). Dal 1975, anno successivo alla sua ordinazione, il Bangladesh, uno dei Paesi più poveri del mondo, è diventata la sua nuova casa.

«Di solito ai nostri missionari – ci ha detto Sergio Pozzi - dedichiamo multimedialità spicciola, spontanea, soprattutto ora incapsulata nel digitale, rannicchiata nei byte del dvd, nelle chiavette, negli hdisk, sostanzialmente indisponibile per tutti», invece, l’idea del libro è proprio «quella di avere in casa, un album di fotografie sempre disponibile, sempre consultabile, alla mano, magari all’ingresso, che colpisca l’occhio per quello che contiene. Un album “grande” per meglio cogliere i particolari, che ti coinvolga visivamente, che ti emozioni, che ti faccia riflettere, cosa che le foto piccole non riescono a fare. In un certo senso è come rivedere le foto con i vecchi proiettori che hanno caratterizzato un’epoca e forse più, ora sostituiti da schermi televisivi, o video dei computer, mai coinvolgenti. Da essi si è sempre fuori.»

«Guai se questo album venisse sfogliato come un catalogo – è l’ammonimento di Pozzi - girando le pagine per cercare un prodotto. Dico di più: andrebbe visto in piedi per cogliere e abbracciare, attraverso l’ortogonalità dello sguardo, tutta la doppia pagina aperta contemporaneamente e strettamente legate l’una all’altra. Ma forse la cosa che più mi ha indotto – al di là della riuscita – è quella di fare una cosa bella e buona in tutti i sensi.» Perché «i nostri missionari meritano anche il bello.»

Le fotografie del libro sono tutte dell’autore, prevalentemente scattate nel 1994 e 1995, con qualche foto di anni successivi, quando visitò, insieme all’equipe medica guidata dal dottor Carlo Frigerio, la Missione di padre Emilio.

Sulla copertina c’è scritto “Primo libro”, perché? L’autore ci spiega che sarebbe sua intenzione dare alle stampe «una serie di fotolibri-documento per ognuno dei missionari cernuschesi. Ovviamente ci sono missionari che avendo tanto materiale, un volume non basta.» Quindi concludere: «Il libro non è la biografia di padre Emilio.»

Il libro, al momento, si può solo prenotare in Libreria del Naviglio. Il prezzo di copertina è, per ora, stimato in euro 60/65 a copia: quello definitivo dipenderà dal numero delle copie che saranno prenotate. Il ricavato della vendita, dedotte le spese, sarà versato a padre Emilio. Un motivo in più, quindi, per prenotare il libro.

Quello che colpisce subito, passando di pagina in pagina, sono i tanti volti delle persone della Missione, incontrate e aiutate da padre Emilio, a noi totalmente sconosciute. Eppure quei volti non ci lasciano, non ci possono lasciare indifferenti. Il libro è, quindi, una efficace provocazione in questi tempi di indifferenza, chiusure e paure. Ci dice quanto è possibile fare quando si va incontro all’altro, lo si accoglie e aiuta. Questa è la grande e vivente testimonianza che padre Emilio ci offre, in un Paese dove la stragrande maggioranza della popolazione è di religione mussulmana.

Cernusco sul Naviglio, 16 ottobre 2017