Venerdì 1 Marzo

MINISTRI STRAORDINARI DELL’EUCARISTIA, UNA PRESENZA CHE CI ACCOMPAGNA DA VENT’ANNI

Il loro ruolo è duplice. Da una parte aiutano i ministri ordinati, durante le celebrazioni eucaristiche, nella distribuzione della comunione. Dall’altra, portano la comunione ad anziani e ammalati.


Foto archivio SIR

Siamo abituati a vederli ad ogni Messa e quindi è facile pensare che ci siano sempre stati. Eppure non è così. I ministri straordinari dell’Eucaristia – è appunto di loro che stiamo parlando – nelle nostre parrocchie sono presenti da ‘soli’ vent’anni: iniziarono, infatti, nell’aprile del 1997.

«Il gruppo delle persone scelte per ricevere il “mandato” di ministri straordinari dell’Eucaristia – si legge su Voce Amica di aprile 1997 - espressione delle nostre tre parrocchie cittadine, ha realizzato insieme il cammino di preparazione prima di assumere questo com­pito. I quattro incontri si sono svolti in un clima di partecipazione attenta e condivisa, cercando di far crescere la conoscen­za e la disponibilità alla collaborazione dei futuri ministri straordinari sia all’interno della propria parrocchia sia nel­l’ambito della nostra città.»

«I parroci poi si sono fatti carico di insegnare quello che potremmo chiamare “galateo eucaristico” affinché i mini­stri straordinari possano svolgere il loro servizio con dignità e rispetto verso l’Eucaristia sia per la Comunio­ne ai malati sia per la distribuzione ai fedeli.» Nell’occasione si ricordava anche che fu il documento della Sacra Congregazione per la disciplina dei sacramen­ti - “Immensae caritatis” (29.01.1973) - a dare, per man­dato del Santo Padre, la possibilità alle conferenze episco­pali di istituire i ministri straordinari dell’Eucaristia.

Il “mandato” di ministro straordinario dell’Eucaristia fu conferito inizialmente, nel 1997, a tredici laici, nella chiesa prepositurale e nella chiesa di san Giuseppe Lavoratore nella Domenica delle Palme, mentre nella chiesa Madonna del Divin Pianto nella Domenica “in albis depositis”.

«Il nostro cardinale arcivescovo (Carlo Maria Martini, eravamo, infatti, nel 1997) sottolineava in un inter­vento che la Chiesa, durante i secoli, ha saputo rispondere alle esigenze che si presentavano sviluppando la “sua ministerialità”; anche la nostra porzione di Chiesa si sta muovendo in questa linea di corresponsabilità e di servi­zio»: è quanto ricordava padre Andrea Faustini, che seguì quel primo gruppo di ministri straordinari dell’Eucaristia, augurandosi poi che «lo Spirito del Risorto accompagni i ministri straordinari e rinnovi tutti noi con la forza della sua carità».

Il ruolo dei ministri straordinari della Comunione all’interno delle comunità cristiane è duplice. Da una parte aiutano i ministri ordinati, quindi sacerdoti e diaconi, durante le celebrazioni eucaristiche nella distribuzione della comunione. Dall’altra, ed è questo il compito più prezioso, portano la comunione ad anziani e ammalati. Uomini e donne che diventano, quindi, un ponte tra la comunità, che si riunisce ogni domenica nella celebrazione della Santa Messa, e i malati che non possono prendervi parte.

Nella nostra Comunità pastorale i ministri straordinari dell’Eucaristia attualmente sono oltre una trentina, mentre in diocesi se ne contano circa 6500. Una presenza che, ancora oggi, non è compresa e accettata da tutti i fedeli. Infatti, a volte capita di vedere persone che, in attesa di ricevere l’Eucaristia, si spostano da una fila all’altra a seconda di dove c’è un sacerdote.

Cernusco sul Naviglio, 3 luglio 2017