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Martedì 10 Marzo

“DOMANDIAMO A GESÙ UN CUORE NUOVO”

Sabato 24 dicembre, Messa vigiliare – Domandiamo - scrive il prevosto - “un cuore da bambino, che sappia meravigliarsi per le opere di Dio sempre in atto tra noi e sappia farsi carico di tutti coloro che vivono con fatica le proprie fragilità, così che a tutti sia davvero offerta una parola di speranza.”

La liturgia ambrosiana prevede per la Messa della vigilia di Natale una celebrazione simile alla grande veglia di Pasqua, con la proclamazione di quattro letture vigiliari, prese dal Primo Testamento, della lettera di san Paolo e del Vangelo. Le quattro letture vigiliari annunciano tutte delle nascite impossibili: la nascita di Isacco da un uomo anziano e una donna sterile, quali erano Abramo e Sara; la nascita di Samuele da una donna, Anna, che non poteva avere figli; la nascita di un personaggio misterioso, chiamato da Isaia “Emmanuele”, da una donna ancora vergine, e la nascita di Sansone, dalla moglie di Manòach, segnata lei pure dalla sterilità.

Anche la pagina evangelica ci presenta l’annuncio di una nascita impossibile: quella del figlio di Maria, la sposa di Giuseppe, quando quest’ultimo non aveva ancora iniziato a vivere con lei. Anzi, questa nascita viene realmente descritta: Giuseppe “prese con sé la sua sposa” e “senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio che egli chiamo Gesù”. È questa la nascita che noi celebriamo in ogni Natale e anche nella Messa della vigilia, dove la presenza di tanti bambini e ragazzi ci ha spinto ad ascoltare solo una pagina della Prima Alleanza – l’annuncio della nascita di Samuele – ma non ci impedisce di vivere la nostra gioia. Anzi, è proprio la loro presenza, accompagnata dal segno della luce, che rischiara il nostro cammino e da gioia alla nostra preghiera. “Ancora un poco, un poco appena – ci ha detto l’autore della lettera agli Ebrei – e colui che deve venire, verrà e non tarderà”. E in questo ultimo spazio di attesa, mentre le tenebre cercano di offuscare e di opprimere la nostra umana esistenza, la gioia e la luce portata dalla nascita di Cristo e dalla fede di questi bambini ci dona speranza.

Siamo chiamati a rivivere la stessa esperienza di Anna. Questa donna che piange, incompresa nel suo dolore, è immagine della nostra umanità che ancora geme e soffre, perché non riesce a leggere nel proprio presente uno spiraglio di luce, e per questo grida il suo dolore. Come Anna, anche noi vogliamo “sfogare il nostro cuore davanti al Signore” e se abbiamo il coraggio di farlo, ecco che anche a noi viene rivolta una parola di speranza. Questa parola ci è anticipata dai volti e dalla gioia di questi bambini che attendono il mistero del Natale e ci verrà data, in pienezza, nell’annuncio della nascita di Cristo e dell’Incarnazione del Verbo di Dio. Con la loro piccolezza e, allo stesso tempo, con la loro capacità di leggere ogni cosa con stupore e con gioia, domandiamo anche noi al Signore Gesù un cuore nuovo, un cuore da bambino, che sappia meravigliarsi per le opere di Dio sempre in atto tra noi e sappia farsi carico di tutti coloro che vivono con fatica le proprie fragilità, così che a tutti sia davvero offerta una parola di speranza. Solo così avremo la gioia di celebrare il natale di Cristo, la sua nascita tra noi come uomo, come “uno di noi” e “a nostro favore”, e sarà davvero un Natale cristiano.

Don Ettore Colombo
Responsabile della Comunità pastorale “Famiglia di Nazaret”

Per leggere i testi delle letture delle Messe proprie di domenica 25 dicembre, Natale del Signore, cliccare qui: http://www.chiesadimilano.it/cms/almanacco/letture-rito-ambrosiano/anno-a-2016-2017/messe-proprie-del-natale-1.137634

Cernusco sul Naviglio, 25 dicembre 2016