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“CARO VITO, LA TUA ASSENZA LA SENTIREMO TANTO!”

Tanti Cernuschesi, giovani ed adulti, hanno dato l’estremo saluto - lunedì 24 ottobre, in chiesa prepositurale – a Vittorio Confalonieri: una vita spesa in oratorio Sacer e in Cooperativa Agricola.


Vittorio Confalonieri
(Foto da: upg cernusco facebook)

Ci sono alcune immagini evocative della partecipazione e della commozione con cui i Cernuschesi hanno accompagnato Vittorio Confalonieri verso l’ultima dimora terrena, in questo grigio lunedì di ottobre. La recita del rosario – domenica sera, alle 20,30, in Sacer – nel grande salone, pieno di giovani e adulti, accanto alle cucine, il suo “regno”; la camera ardente allestita in Villa Celada, con un cartellone su cui campeggiava una suo foto e la scritta “Grazie”; il corteo dall’oratorio alla chiesa prepositurale con il feretro portato in spalla; il coro dei giovani a riscaldare i cuori dei presenti alle esequie; l’omelia di don David che ha lasciato il posto a una lettera confidenziale al “Caro Vito”, riconosciuto come padre; lo struggente saluto finale del figlio Maurizio. Una partecipazione intimamente vissuta, in una chiesa immersa nel silenzio e senza applausi di circostanza.

La celebrazione eucaristica, in chiesa prepositurale, è stata presieduta da don David Maria Riboldi, responsabile dei tre oratori cittadini. Con lui a concelebrare don Ettore Colombo, don Andrea Ferrarotti, don Attilio Cantoni, don Sandro Spinelli e un padre gesuita amico del figlio Maurizio.

“Quali sono gli ingredienti segreti che hanno reso la tua umanità così bella, tanto che Dio ti ha voluto accanto a sé per godere pienamente della tua compagnia?” È quanto si è chiesto don David, all’inizio della sua lettera-omelia, rivolgendo l’ultimo saluto a Vittorio Confalonieri. Il vicario parrocchiale ne ha individuati almeno tre. Il primo ingrediente: la bontà, “quella bontà che serve a fare di molti una famiglia, anche quando si litiga pesante”, “quella bontà che ha affascinato la tua Graziella, al punto da fare di voi due eterni innamorati”. Il secondo ingrediente: la capacità di essere “stato papà di tanti” in diverse occasioni; anche con il giovane prete dell’oratorio, nella contrastata scelta sulla nuova località dell’ultimo campeggio “sei stato come un papà che indica la via, ma che consente al figlio di sbattere la testa per rendersi conto da sé che sta sbagliando”. Il terzo ingrediente, “il sorriso beffardo e compiaciuto sotto i baffi”: ogni qual volta “le pentole venivano svuotate” o quando “sceglievi gli ingredienti e il menù giusto”.

“La tua assenza la sentiremo tanto” – ha poi aggiunto don David - “ti abbiamo goduto sino in fondo” e “sulla tua dedizione tutti i gruppi dell’oratorio hanno potuto contare. Una dedizione gioiosa, sorridente e intensa.” L’esempio di Vittorio – è stata la conclusione del responsabile della pastora giovanile – sia per tutti quel seme che fa germogliare “la bontà che unisce, la paternità che genera, la gioiosa dedizione che sa fare di molti una vera comunità.”

“Dalle relazioni vissute si capisce la persona che sei stata”: con queste parole il figlio ha reso l’ultimo saluto a suo papà, anche a nome degli altri famigliari, del fratello e della mamma Graziella. “Grazie per il tempo che siamo stati insieme e per averci lasciato la libertà di essere noi stessi per strade che forse non ti aspettavi e anche quando non capivi”, “grazie per il dono della famiglia”, “grazie per essere stato un papà pieno della gioia di vivere, perché amavi la vita ed eri sempre disponibile a sostenere chiunque ti chiedesse una mano.” E ancora “amavi fare festa e ci tenevi al valore dell’amicizia”. “Non sei mai stato fermo”, perché certo - ha ricordato il figlio - che “la vita va spesa mettendola al servizio degli altri”. Lasciando così il segno. Per tanti!

Al termine della Messa in chiesa prepositurale, il corteo funebre si è avviato lentamente verso il camposanto, dove adesso Vittorio Confalonieri riposa. Accompagnato dalla riconoscenza di tanti Cernuschesi di ogni età che, in oratorio oppure in cooperativa, l’hanno conosciuto e stimato.

Cernusco sul Naviglio, 24 ottobre 2016