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Mercoledì 25 Marzo

BEATO LUIGI BIRAGHI: “INSTANCABILE EDUCATORE”

Il 28 maggio ricorre la memoria liturgica del Beato Biraghi, di cui quest’anno ricorre il 10° anniversario della beatificazione, avvenuta il 30 aprile 2006 a Milano in piazza Duomo.

La vita del beato Luigi Biraghi è strettamente legata alla nostra città. Infatti, nel 1803 la famiglia Biraghi si trasferì dalla vicina Vignate alla cascina Castellana. Nell’attiguo oratorio intitolato a Santa Teresa, il 29 maggio 1825, l’allora don Luigi Biraghi celebrò la sua prima Messa. Presso il santuario di Santa Maria, dedicato all’Addolorata, ebbe l’ispirazione di fondare un istituto per l’educazione femminile - le suore di Santa Marcellina - e poco dopo edificò la prima casa delle suore Marcelline (1838), dove ora è sepolto.


La chiesetta alla cascina Castellana

Luigi Biraghi nacque a Vignate il 2 novembre 1801, quinto di otto figli di una coppia di agricoltori fittavoli, dalla fede solida e pro­fonda. A undici anni entrò nel Seminario diocesano, distinguendosi subito per acutezza d'ingegno e carità operosa. Ancor prima dell'or­dinazione sacerdotale, ricevuta il 28 maggio 1825, cominciò a inse­gnare materie letterarie ai seminaristi e, nel 1833, fu nominato anche direttore spirituale, dimostrandosi «coltissimo, paterno, sapiente, vir­tuoso». Spirito apostolico, pensò a un istituto di preti per le missioni in città, che l‘arcivescovo non ritenne però opportuno approvare; sostenne la nascita del Seminario Lombardo per le Missioni Estere di Milano, l'attuale PIME, e nel 1838 fondò l'istituto delle Suore di santa Marcellina, dette «Marcelline», per la formazione della gioventù fem­minile. Fu uomo di pace in mezzo alle tensioni che travagliarono la società e la Chiesa del suo tempo. Divenuto dottore della Biblioteca Ambrosiana, si distinse per i suoi studi, in particolare su sant'Ambrogio. Morì l’11 agosto 1879. Fu educatore di santi, quali il beato Gio­vanni Mazzucconi e il beato Luigi Talamoni. Tra loro fu iscritto da Benedetto XVI il 30 aprile 2006.


Monsignor Luigi Biraghi

Il cardinale Dionigi Tettamanzi, all’omelia della Messa di beatificazione, il 30 aprile 2006, ricordò che “è l’amore per Cristo a decidere il vero senso ed il valore supremo del nostro vivere ed operare, del nostro lavorare e soffrire. Per tutti e per ciascuno di noi, sempre e in ogni momento, anche nelle condizioni più fragili e inquietanti dell’esistenza, anche nel nascondimento e nella solitudine, anche nella disistima e nell’emarginazione che ci possono colpire … ci è comunque dato di poter essere grandi nell’amore. Ed è ciò che veramente conta! Sì, è consolante questo per noi, e insieme è motivo di profonda gioia per la Chiesa di Cristo, per quella ricchezza di amore che anche le persone più umili e semplici le donano; ed è motivo di speranza per la nostra società: lo spazio così visibilmente impressionante del male presente nel mondo è quotidianamente contrastato dallo spazio - il più delle volte invisibile, ma quanto mai reale - del bene che non manca mai e non è mai perdente.” Il beato Luigi Biraghi, “instancabile educatore a una vita santa ed operosa”, ci aiuti a non dimenticare tutto questo.

Cernusco sul Naviglio, 27 maggio 2016