Giovedì 29 Febbraio

MONSIGNOR TREMOLADA A CARAVAGGIO: “MARIA CUSTODISCI LA NOSTRA GIOIA”

Tanti fedeli del nostro decanato hanno gremito, venerdì 20 maggio, il Santuario della Beata Vergine del Fonte di Caravaggio, per l’annuale pellegrinaggio.

Quest’anno ai tanti motivi personali e comunitari che ognuno portava nel cuore per ritrovarsi in questo luogo tanto caro alla devozione popolare, c’era anche quello dell’Anno Santo della misericordia. Qui, infatti, vi è una delle porte sante della diocesi di Cremona, a cui il santuario appartiene. A conclusione della recita del rosario, iniziata all’esterno della basilica, il passaggio dalla porta santa ha segnato l’ingresso dei pellegrini, aspersi da un sacerdote, nella bella e grande basilica mariana. È seguita poi la preghiera per invocare l’indulgenza giubilare e quindi la Messa concelebrata da tutti i sacerdoti del decanato che accompagnavano i fedeli delle parrocchie e presieduta da monsignor Pierantonio Tremolada, vescovo ausiliare di Milano. Durante la celebrazione, come consuetudine sono stati ricordati i più significativi anniversari di ordinazione sacerdotale, tra i quali quello dei “nostri” don Renato Corbetta, 45 anni e di don Enrico Carulli, 15 anni.


Il santuario di Caravaggio (santuariodicaravaggio.it)

“Che cosa possiamo chiedere insieme, per tutti noi, per la Chiesa, alla Madonna questa sera?” È quanto monsignor Tremolada si è chiesto all’inizio della sua omelia, dicendosi certo che “ciascuno ha nel cuore anche richieste molte personali”. Ecco la sua risposta: “la cosa migliore per cercare una risposta è quella di farci guidare dalla parola di Dio” e quindi dalle letture della Messa

Monsignor Tremolada ha quindi proposto tre indicazioni. “Sarebbe bello chiedere alla Madonna che diventi vera per noi una delle litanie con le quali ci rivolgiamo a lei: Maria ‘causa della nostra gioia’. Noi invochiamo anche così la Madonna: come colei che è la ragione della nostra gioia, colei che custodisce la nostra gioia, colei che impedisce alla nostra gioia di precipitare nella tristezza.” Per il vescovo, noi siamo felici quando “il Signore è in noi. Questa presenza è il motivo della nostra gioia” perché “sentiamo che non siamo soli qualunque cosa accada.” Quindi ha avvertito: “La gioia vera nessuna se la dà, ma la si riceve ed è legata alla percezione reale della presenza di Dio nella nostra vita, giorno dopo giorno.” Alla Madonna, ecco quindi la prima indicazione, “chiediamo che la nostra gioia sia custodita da lei perché ci fa la grazia di riconoscere la presenza di Dio che ci accompagna.”


Il santuario gremito di fedeli

“La ragione della gioia che è in noi sta anche nella presenza di Dio che è misericordiosa”: seconda indicazione. Monsignor Tremolda ha ricordato che “il Signore è con noi come colui che ha misericordia di noi. È una presenza amica, amorevole, di chi ha piacere di sostenerci nella nostra debolezza. Non è la presenza di chi punta il dito ogni volta che sbagliamo, di chi ha piacere di mettere in evidenza le nostre fragilità e debolezze. Ma il Signore ama innalzare i piccoli, esaltare gli umili, perdonare chi sbaglia.” Allora “vorremmo chiedere alla Madonna di custodire questa gioia facendoti fare costantemente questa esperienza della bontà di Dio per noi: il sentire che fidandoci di lui non abbiamo nulla da temere, non abbiamo nulla da nascondere. Ciò che in noi è fragile e debole diventa per lui un motivo in più per amarci. Quindi se si vive così si vive in libertà, non si teme nulla e si è felici.”


La Vergine e la giovane Giannetta

Ma “come si fa ad essere felici se scendono le lacrime? Non possiamo aspettarci che nella nostra vita le lacrime non ci saranno mai. Ci sono già state e probabilmente ci saranno ancora” osserva ancora monsignor Tremolda, che poi ammonisce: “Non saremo sempre felici, perché ci capiterà di piangere” a meno che “si possa piangere senza perdere la gioia. Ecco questa è la promessa che il Signore ci fa: ‘voi potrete piangere senza perdere la gioia. Bisognerà però sentire tutta la forza della mia grazia. Dovrete lottare e potrete vincere perché questa gioia verrà attaccata, ma voi potrete vincere. La fede della mia presenza potente oltre che misericordiosa vi custodirà nella gioia’. Quella gioia – spiega il vescovo - che sarà pace interiore, sarà una serenità profonda nonostante la fatica, le prove, i dolori. Quella gioia che il mondo non sa dare ma che il Cristo risorto mette nel cuore e con la quale ci custodisce qualsiasi cosa accada.” La conclusione del celebrante, e siamo alla terza indicazione, è quindi un invito a chiedere alla “Madre del Signore di custodirci nella gioia” donandoci la “serenità che vince la tentazione di scoraggiarsi e di rattristarsi davanti alle prove della vita” perché “una gioia che non affronta le prove non è vera, è illusoria. La gioia vera è la gioia che vince il dolore , mentre non ti impedisce di farne esperienza.” Tre belle indicazioni, tutte da meditare e vivere.

Cernusco sul Naviglio, 23 maggio 2016