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Santuario, approvato il recupero dei decori nascosti per anni    

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Santuario, approvato il recupero dei decori nascosti per anni

Continuano all’interno del Santuario i lavori dei restauratori, dopo il sopralluogo dei funzionari della Sopraintendenza.

Mercoledì 7 febbraio, l'architetto della Soprintendenza coadiuvato da tecnici del restauro ha svolto il sopralluogo presso il Santuario per verificare lo stato dei lavori di disvelamento delle porzioni murarie interessate al restauro dei decori rinvenuti sotto le pitturazioni a più mani eseguite nel corso degli anni. Visionato lo stato delle porzioni di decori rinvenuti sulle volte e sugli archi del presbiterio, si è deciso, di comune accordo, di continuare l'opera di pulitura delle superfici murarie completando il disvelamento anche sulle pareti verticali ove sembrano trasparire alcune decorazioni di tipo lineare.

 

La ditta che sta eseguendo le opere di pulitura, approfittando della presenza dei funzionari della Soprintendenza, per l'occasione ha predisposto alcune campionature per il recupero dei decori esistenti così da poter continuare nell'opera con il restauro definitivo delle porzioni interessate. Voce Amica pubblica queste prime immagini per far conoscere ai propri lettori ciò che sta emergendo dal restauro e per aggiornarci, come costantemente viene fatto mese dopo mese, sulle possibili soluzioni che si potranno ammirare a fine lavori. L'intervento prevede il fissaggio e un lieve rafforzo delle tinte delle decorazioni comprendendo il ripristino delle porzioni mancanti al fine da dare, a lavori ultimati, una vista d'insieme chiara e luminosa. La proposta ha trovato il consenso della Soprintendenza, dando di fatto il benestare al proseguo e completamento delle opere riguardanti tutta la porzione del presbiterio e del coro retrostante.

Altra decisione importante ha riguardato la tipologia di intervento da riservare alle pareti della navata, queste di epoca più recente non presentando decori nei sottostrati di intonaco saranno disvelate dalle pitture al quarzo esistenti e saranno successivamente trattate con pitture a velatura più morbida così da metterle in dialogo con le porzioni decorate. La ditta incaricata al restauro ora provvederà a eseguire ulteriori indagini così da poter formulare un preventivo generale delle opere che potranno essere eseguite nei prossimi mesi, confidando che la loro ultimazione possa avvenire prima della prossima estate. (Paolo Grassi - Voce Amica, marzo 2024)

Già nel Cinquecento si accennava a pitture antiche - Durante l’ultimo sopraluogo dei funzionari della Sopraintendenza si è discusso della possibile datazione delle decorazioni che si stanno svelando nella volta del presbiterio e sull’arco trionfale del Santuario. L’ipotesi avanzata è che fossero di fine Ottocento, sulla base di analoghe raffigurazioni riscontrati in altri edifici di culto della nostra Regione. Questa ipotesi quali riscontri trova nella documentazione relativa al nostro santuario?

A fornirci le informazioni al riguardo è, come al solito, monsignor Luigi Ghezzi in “Santa Maria in Cernusco” (Milano, Tipografia delle Missioni 1934). Riporta il nostro illustre concittadino - attingendo agli atti della visita pastorale di San Carlo Borromeo, il 24 gennaio 1572, conservati nell’Archivio della Curia di Milano - che «la chiesa è abbastanza decente, grande, antica, in due navate con due altari; ma incapace per la popolazione. L’altare maggiore è sotto un nicchia le cui pitture sono antiche, un altro altare dedicato a San Gerolamo è nella seconda navata.» Nell’atto della visita si legge più precisamente di un «altar maggiore in fondo alla chiesa, contro una nicchia, con figure affrescate un po’ consunte.» Successivi lavori importanti furono compiuti nel corso dell’Ottocento, quando negli «anni 1835-1836 stimiamo siano state provvedute la statua dell’Addolorata e quella del Cristo morto». Spiega quindi monsignor Ghezzi che «per collocare i due simulacri, che subito raccolsero la venerazione della buona popolazione, fu rimosso l’an­tico altare del Crocifisso, e aperto il nuovo presbitero con un altare non più in legno, ma in marmo. Nella nicchia dell’altare fu collocato il simulacro dell’Addolorata e in al­tra appena sotto, quello del Cristo morto. L’altare di marmo non fu però condotto a termine; rimase la mensa in legno come è purtroppo ancora e le fa­ceva da pagliotto un bassorilievo barocco in gesso abbron­zato, rappresentante la salita al Calvario. Forse era in progetto una mensa marmorea con bassorilievo davvero in bronzo. A rendere lo chiesina più spaziosa furono rimossi e soppressi anche i due altarini laterali, di Sant’Antonio e di Santa Eurosia, che ingombravano più che altro.

Il Crocifisso, che era venerato sull’altare maggiore, fu collocato dietro nel coro, ampliato. Quel Crocifisso è tutt’ora non più a Santa Maria, ma sopra l’arco trionfale dell’altare maggiore della nuovissi­ma chiesa parrocchiale. Vi fu portato per la consacrazio­ne l’anno 1932, e non fu senza la sua bella significazione; l’antichissima chiesa parrocchiale donava alla nuovissima parrocchiale ciò che era stato il centro del suo culto e della sua pietà.» Altri rilevanti lavori poi furono fatti negli anni 1882-1884, ma di questo racconteremo un’altra volta. (C.G.)


Raccolta fondi Alla luce delle indicazioni date dai funzionari della Sopraintendenza per il completamento dei lavori di restauro interni al Santuario, nel loro sopraluogo dello scorso 7 febbraio, l’impresa Luzzana Restauri di Civate sta aggiornando il preventivo per il terzo lotto. Dovremmo così avere presto un quadro abbastanza chiaro degli impegni di spesa che attendono la nostra comunità. 

Ricordiamo le diverse possibilità per partecipare alla raccolta fondi a copertura dei costi per i lavori già eseguiti e per quelli ancora da completare:
- offerta da consegnare ai sacerdoti o da mettere nelle apposite cassette poste nelle tre chiese parrocchiali cittadine;
- offerta straordinaria durante le Messe della prima domenica del mese in tutte e tre le parrocchie cittadine;
- offerta mediante bonifico bancario sul c/c intestato a Parrocchia Santa Maria Assunta, IBAN  IT 32 D 08453 32880 000000001043 con la causale: offerta lavori Santuario;
- contributo per beni culturali agevolato fiscalmente:
a) per le persone fisiche: detrazione dall’imposta lorda del 19% della somma erogata;
b) per le imprese: deducibilità dal reddito dell’intera somma;
per entrambe le possibilità: occorre fare un bonifico bancario sul c/c intestato a Parrocchia Santa Maria Assunta, IBAN  IT 14 Q 08453 32880 000000013070, causale: contributo lavori Santuario;
per beneficiare dell’agevolazione fiscale è inoltre necessario, una volta effettuato il bonifico, richiedere la ricevuta del contributo versato inviando una mail a: santamariaassuntacernusco@gmail.com, con i propri dati anagrafici e codice fiscale, oltre ad  allegare copia della contabile bancaria; oppure telefonare allo 02.9243991;
- disporre, con testamento, l’eredità o un legato a favore della Parrocchia di Santa Maria Assunta, che può ricevere l’intera eredità oppure una parte di essa (legato). Ciò che caratterizza queste disposizioni è la necessità, sia per il benefattore che per la Parrocchia, di rispettare la normativa del codice civile. Formalità che devono essere osservate per aversi un testamento lecito e valido a partire dall’indicazione dell’esatta denominazione legale dell’ente beneficiario: nel nostro caso, la Parrocchia di Santa Maria Assunta in Cernusco sul Naviglio. Fare testamento è molto facile.
Ci sono due tipi di testamento entrambi con lo stesso valore: il testamento olografo (quello scritto interamente di proprio pugno; per essere valido deve contenere la data e la firma del testatore) e il testamento pubblico (quello redatto da un notaio che raccoglie le volontà del testatore alla presenza di due testimoni).
Ognuno può decidere di lasciare quello che vuole, non servono ingenti patrimoni: per esempio, somme di denaro di qualsiasi entità; beni immobili (come un appartamento, un terreno); beni mobili (un’opera d’arte, un gioiello o un arredo); azioni e titoli di investimento; polizze vita fine rapporto indicando la Parrocchia come beneficiario.
La parte di eredità di cui si può disporre liberamente è la quota disponibile, mentre la quota legittima è la parte che la legge riserva agli eredi legittimi (coniuge o il soggetto unito civilmente, i figli e gli ascendenti …).

Cernusco sul Naviglio, 22 marzo 2024

In allegato: Dal Santuario, ‘Voce Amica’ di marzo 2024