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FESTA DELLA FAMIGLIA, INVITATI A “PERDONARE LE OFFESE”

Il “Servizio per la Famiglia” della diocesi propone “gesti semplici come buoni esercizi in famiglia, ma sarebbe bello immaginarli riprodotti anche negli ambiti comunitari”, per chiedere perdono.

La prossima Festa della famiglia – scrive il Servizio per la famiglia della nostra diocesi - che la nostra Chiesa Ambrosiana celebra il 31 gennaio, si colloca all’interno dell’Anno Giubilare straordinario della Misericordia aperto l’8 dicembre 2015 da Papa Francesco. In questa prospettiva le famiglie sono invitate a riflettere e cercare di declinare l’Opera di misericordia spirituale “Perdonare le offese”.

L’arcivescovo, cardinale Angelo Scola, nell’omelia della Messa di apertura dell’anno pastorale 2015-2016, ci indicava nel cammino di questi due anni dedicati al tema “Educarsi al pensiero di Cristo”, di “vivere questo mistero centrale della nostra fede attraverso gesti di pellegrinaggio e riconciliazione, anche sacramentale, e attraverso la pratica delle opere di misericordia corporali e spirituali.”

“Perdonare le offese”, si collega, quasi a esplicitarlo in maniera concreta, al tema dello scorso anno “Custodire le relazioni”, perché il saper perdonare aiuta a custodire e mantenere sane le relazioni in famiglia, tra le persone che incontriamo quotidianamente e nella nostra comunità.


Foto Siciliani – Gennari/SIR

Gesti semplici – Il Servizio per la famiglia propone “gesti semplici che potranno essere suggeriti come buoni esercizi in famiglia, ma sarebbe bello immaginarli riprodotti anche negli ambiti comunitari: verso i vicini di casa, i colleghi di lavoro, i compagni di scuola …” L’invito è a “pensare i motivi per chiedere perdono al proprio coniuge, figli, genitori, suoceri e parenti.” Perdono da chiedere o durante la celebrazione dell’Eucaristia, se si partecipa insieme, oppure in famiglia nel momento più opportuno. Lo stesso tema del perdono siamo invitati a riprenderlo come momento di preghiera, settimanalmente, in casa.

Alcune attenzioni - Nella giornata che celebra la Festa della famiglia unita – evidenzia il Servizio alla famiglia - «non possiamo però dimenticare le tante situazioni di sofferenza e fatica di persone che vivono la solitudine, la vedovanza, l’abbandono da parte del coniuge, i figli “divisi” tra papà e mamma.» Mentre sollecita a «condividere la gioia della festa con le tante belle famiglie che si ritroveranno a celebrare insieme la Santa Messa», propone «la partecipazione alla Comunione nella forma della “comunione spirituale” a tutti coloro che per varie ragioni vivono l’impossibilità di accostarsi al Sacramento.»

Cernusco sul Naviglio, 25 gennaio 2016