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Mercoledì 27 Maggio

L’ANZIANO: UN CEPPO CHE BRUCIA SOLO PER AMORE E LASCIA IL CUORE DI UNA MEMORIA ETERNA

La società odierna illuminata da mille soli, non sempre brilla per genialità, anzi manifesta apertamente tutta la sua malvagità, per l’assenza di rispetto verso gli uomini e le donne.

Gli anziani hanno generato dei figli e i figli dei figli sono curati dai nonni, con grande sacrificio. Le loro forze continuano a bruciare giorno per giorno per trasmettere una vita, non solo esistenza, ma anche sapienza, cultura di questa vita, che è bella solo quando ha senso. Il nonno ha maturato nel corso della sua esistenza una scienza della vita, non solo per sé, ma più universale, dove tutti i valori della vita chiedono di essere condivisi per la pace e la gioia dell’umanità.

La vita degli uomini non è fondata sulla teoria degli uomini di oggi, e neppure su quelli di ieri e di domani, infatti i pensatori hanno prodotto di tutto e di più, rivelandosi fallimentari e disonorevoli, mentre sta scritto: Ascoltami, figlio, e impara la scienza, e nel tuo cuore tieni conto delle mie parole.” Ogni età ha la sua maturazione e la cresima , che oggi i nostri bambini hanno ricevuto, rimanda al segno dell’uomo che ha coscienza della sua statura, per entrare nel giardino dell’umanità ed offrire qualcosa di nuovo, che l’umanità non conosce, qualcosa di bello che gli uomini aspirano, qualcosa di buono che ognuno si aspetta. L’età rende tutti i nonni, anche se non hanno nipoti propri, come radici del mondo futuro, perché confermati nella cresima, sorgente dell’immagine e somiglianza divina, vissuta nella propria coscienza. L’uomo è tale perché ha questa “luce divina” che gli permette di poter comunicare con una relazione, non solo umana, ma anche divina, come conferma Faggin, uno scienziato italiano della Silicon Valley. L’anziano che ha elaborato per tanti anni la qualità della propria vita, comprende che la stessa, non è una rete elettronica di dati che manipolati danno un discorso, ma una maturazione, data dalla coscienza illuminata, perché figli e nipoti vedano il volto della vita.

Il nonno è cosciente di essere costituito dalle cinque opere del Signore, come dice il libro del Siracide:” Gli uomini ricevettero l'uso delle cinque opere del Signore, come sesta fu concessa loro in dono la ragione e come settima la parola, interprete delle sue opere. Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro per pensare.”. E ancora:” il Signore ha dato agli uomini la capacità di capire, di scegliere e di decidere; li ha riempiti di sapienza e di intelligenza, ha mostrato loro ciò che è bene e ciò che è male, ha messo dentro di loro la sua luce, e ha mostrato loro la grandezza delle sue opere. Per questo gli uomini loderanno il Signore e racconteranno le cose stupende che ha fatto”.

Il nonno perde continuamente delle facoltà fisiche, ma acquista un cuore, e ha solo quello, per bruciare il falso dal vero, per riscaldare il cuore di una famiglia prossima, che ha attraversato dolori, per altre che sono state ferite dalla scelte sbagliate, e spesso insensate della vita, per offrire un discernimento, per riconoscere e radicarsi in una vita autentica di gioia, vera ragione di una vita.

Il nonno non è solo, dice Rupnik, ma già lo precede una lunga memoria della sapienza di come è possibile esporsi all’amore. La Sapienza è un tessuto vivo, che fa vivere la Parola come multiforme interpretazione di tante generazioni. La vita spirituale si impara in modo sapienziale, cioè dalle persone, dove emerge un pensiero nato dalla vita illuminata e da un intelletto guidato dallo Spirito Santo.”

Il nonno quando ha regalato, ai figli e ai nipoti, i frutti della sua vita, prega così: lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola” eDopo ciò il Signore guarderà alla terra e la riempirà dei suoi beni. Ne coprirà la superficie con ogni specie di viventi e questi ad essa faranno ritorno.”.

Paolo Fiorani

Cernusco sul Naviglio, 20 Ottobre 2019

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