Venerdì 1 Marzo

FESTEGGIATO DON RENATO, “PRETE CORDIALE, ORIGINALE, AMANTE DELLA BELLEZZA E DELL’ARTE”

La comunità parrocchiale della Madonna del Divin Pianto, domenica 26 giugno, durante la Messa delle ore 10,30, ha ricordato il 45° di sacerdozio di don Renato Corbetta.


I giovani della comunità parrocchiale, al termine della Messa, lanciano in alto don Renato (foto da: upgcernusco facebook)

La celebrazione eucaristica, presieduta dallo stesso don Renato è stata concelebrata da don Ettore Colombo, responsabile della comunità pastorale cittadina, e da don Antonio Perego, missionario salesiano, che, nell’occasione, ha ricordato il suo 30° di ministero, essendo stato ordinato prete il 7 giugno 1986 dal cardinale Carlo Maria Martini, allora arcivescovo di Milano.

Dalle letture proposte dalla liturgia per la Messa della VI domenica dopo Pentecoste, don Ettore ha tratto alcune indicazioni con le quali rileggere i 45 anni di sacerdozio di don Renato, che per l’imposizione delle mani del cardinale Giovanni Colombo, il 26 giugno 1971 è diventato prete.

«A me è venuto in mente – ha detto don Ettore - che essere ordinati nel 1971 era qualcosa di singolare perché erano le prime ordinazioni fatte dopo il Concilio Vaticano II». Un evento che ha reso la «Chiesa più famigliare, più comprensibile, più capace di dialogare con gli altri, una Chiesa dove sperimentare relazioni veramente nuove, giorno per giorno. Ed è bello poterle vivere anche adesso celebrando qui l’Eucaristia. A me capita ormai poche volte, ma è bello vedere come qui c’è una realtà famigliare: dai bambini agli adulti e agli anziani. Qui, c’è una comunità cristiana radunata insieme, che compone il popolo di Dio, e che gioisce per l’incontro con il Signore.»

«Ciascuno credente è chiamato ad essere sacerdote, in forza del Battesimo che ha ricevuto – ha quindi ricordato don Ettore - non perché offre qualcosa, ma perché offre la sua vita. Nel sacerdozio battesimale noi riusciamo a comprendere ancora meglio il sacerdozio ministeriale, quello dei preti, che sono al servizio del sacerdozio battesimale e che offrono l’Eucaristia, il corpo e il sangue del Signore, perché ogni cristiano - a partire da noi, come preti - sia capace di fare altrettanto. Questo è il senso di quello che stiamo vivendo. Lo viviamo ogni domenica, ma quest’oggi – anniversario di sacerdozio di don Renato e di don Antonio – lo ricordiamo in modo del tutto speciale. Ringraziamo il Signore, che ci aiuta a vivere il nostro cammino di Chiesa, e domandiamogli una grazia particolare: che non vengano mai a mancare nella sua Chiesa dei ministri che possano offrire, attraverso il sacerdozio ministeriale, il dono dell’Eucaristia, così da far crescere il sacerdozio battesimale di ogni cristiano.»

La comunità parrocchiale ha, quindi pregato per «don Renato, che oggi nell’Eucaristia rende grazie per il suo 45° anniversario di ordinazione sacerdotale, perché il Signore gli dia forza e salute per una rinnovata esperienza del dono ricevuto mediante l’imposizione della mani” del suo vescovo.


Don Renato durante una celebrazione in chiesa prepositurale
(foto: G. Melzi)

Don Renato, al termine della celebrazione, è stato inviato a portarsi davanti all’altare, per ricevere il saluto e il ringraziamento di tutti i presenti. Accompagnato da un caloroso e prolungato applauso, don Renato, con la sua consueta ironia, ha commentato: “preferisco che le mani me le battiate adesso e non al mio funerale”. Aggiungendo subito dopo: “Gesù l’ha detto a San Pietro, figuriamoci quindi se non può essere detto anche a me: ‘quando eri giovane andavi dove volevi quando sarai vecchio vai dove ti diranno di andare’. Mi hanno detto di sedermi qui e quindi mi devo sedere qui.”

È stata poi letta una poesia - “Don Renato è un prete cordiale, originale, ama la musica, la poesia e il bel canto e tutto ciò che è bellezza ed arte” - e sono stati poi consegnati a don Renato due regali, pensati da tutta la comunità. Uno dei quali era un album di foto … per un sacerdote che non ama farsi fotografare. È toccata a don Renato, nel suo inconfondibile stile, la battuta finale: “Se lo chiede il Papa penso lo possa chiedere anch’io, anche se so che vi do un grande impegno: pregate per me.” Poi, al termine della celebrazione, tutti a festeggiare sul piazzale della chiesa.

Cernusco sul Naviglio, 27 giugno 2016