“Tra cielo e terra” – Le Icone di Rostov - Calendario 2021 di Russia Cristiana

Come ogni anno a partire dal 1980, la Fondazione Russia Cristiana propone un prezioso calendario, che dopo l’uso diventa un libro d’arte. Di solito si tratta di icone, la forma artistica più affascinante della tradizione dell’Est europeo, in particolare della Russia. Quest’anno il titolo significativo è “Tra cielo e terra”. Per il 2021 vengono presentate le icone di Rostov, storica città della Russia Centrale, che ebbe nel XIII secolo il suo massimo splendore e che anche oggi conserva splendidi edifici. Le icone del calendario si trovano nel Museo Comprensorio del “Cremlino di Rostov”, in realtà non la classica cittadella che racchiudeva potere spirituale e temporale, bensì l’antica residenza episcopale del luogo. Ogni icona gode della presentazione della conservatrice della collezione Vera Vachrina, che ne illustra il significato religioso e le peculiarità artistiche, con significativi inserti sulla vita dei Santi russi e su alcune chiese con notevoli cicli di affreschi. Le icone, che risentono dell’influenza dell’arte bizantina, coprono un arco temporale che va dal XIII al XVII secolo con la particolarità, rispetto ad altri centri iconografici, di una maniera più delicata dai colori caldi, a volte ravvivati dall’uso di un blu che viene lavorato fino a raggiungere le tonalità dell’argento; inoltre le velature di colore tendono a non coprire lo strato di gesso del fondo, facendo emergere il disegno preparatorio. Tra le immagini forse meno consuete troviamo un’Annunciazione, dove la Madonna riceve l’Arcangelo tenendo in mano un fuso; o il buon ladrone, raffigurato in modo naturalistico, in piedi mentre regge una croce con un’espressione pacata che vuole essere già un’eco del Regno dei cieli. Curioso l’episodio nel quale il beato Avramij, abbattuto dal fatto di non riuscire ad estirpare il culto dell’idolo Veles, ha un colloquio con un vecchio monaco che lo convince ad andare a Costantinopoli presso la casa di San Giovanni Evangelista. Questi dipinti sono talmente legati al popolo che quando l’icona “Madre di Dio Odigitria” (l’aggettivo significa “Colei che indica il cammino”) nel XV secolo venne portata a Mosca, gli abitanti di Smolensk “supplicarono in lacrime” che venisse restituita. Questo e tanto altro troverete su questo straordinario calendario, forse l’augurio più bello per il nuovo anno.

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Paolo Moraschini