LA BICICLETTA … DEI VENTENNI

Carissimo Enrico, ti ho visto ieri, mentre ero sul balcone, quando sfrecciavi sulla strada con la bicicletta. Forse anch’io facevo altrettanto, alla tua età, ma ora mi devo accontentare di vederti passare con i tuoi vent’anni e con i tuoi amici. Ora è tutto un mondo diverso, dotato di molte ricchezze, di non poche opportunità, difficili, ma anche di tante possibilità da scegliere. Ti ho visto, in questi primi giorni di luglio, e pure tanti altri tuoi coetanei, risvegliati, forse complice il caldo, da un noioso passato e pronti per conquistare quel mondo, che ogni tanto si affaccia alla tua mente e non riesci a capire tutte le sue parti, tanto diverse le une dalle altre: il lavoro, i divertimenti, le ragazze, la scuola, una casa, gli amici … Eppure, tutto questo ogni giorno si presenta con un volto nuovo, più chiaro, più scalfito da un ragionamento in più, da una esperienza nuova che ti apre un nuovo orizzonte, di altro genere: come consumare questa nuova visione? È tutta da godere, usa e getta, o forse si apre un nuovo cielo, dove ogni gesto è dipinto di nuovi colori di senso, mai visti? Nel primo caso i giovani si gettano, come una mandria inferocita, nelle onde di un mare burrascoso travolgente ogni passione; nell’altro, la ragione ti convince, ogni giorno di più, a penetrare istanze spirituali, tipiche dell’uomo, che si aprono alla gioia, nel firmamento di un futuro, che ti àncora più saldamente i piedi sulla terra.

Il pensiero ti porta facilmente a deciderti con un sistema di scelte, attraverso regole di discernimento, ma a questi discorsi, solo i pochi ben istruiti e determinati possono percorrere questi sentieri impervi; infatti se sei nella corrente delle brame, ti lasci trasportare dalla impetuosità del fiume della vita, come un ramo di un albero, e quindi non decidi nulla; mentre il buon senso non si regge, perché se non conosci il senso della tua umanità, tanto meno puoi sapere se è buono o meno. Prima di decidere è bene cercare. I discepoli non hanno scelto di essere tali, ma hanno cercato l’amore e l’amore della propria vita, il Maestro li ha scelti per annunciare la risurrezione: che strano lavoro, loro hanno creduto nell’amore! All’alba di quel giorno dopo la risurrezione, Uno dice: ragazzi che cosa avete da mangiare? Di che cosa si nutre l’amore? Non certo di quei 153 pesci, ma della ragione che aveva portato a galla i pesci: è il Signore, dice chi ha il cuore più libero da mille inutili distrazioni. La voce ha un timbro unico ed è stata riconosciuta da chi ha avuto un cuore libero. Enrico, dillo ai tuoi amici: c’è un suono diversamente modulato per ogni persona: che cosa hai da mangiare? La Vita te lo chiede, poiché tu lo voglia o no, ogni giorno consumi la tua vita, ore su ore, fino all’ultimo giorno, ma non puoi aspettare l’ultimo giorno della tua vita per mangiare. Non puoi fare la fine di un palo, che unito ad altri, seppur con un filo elettrico, prima o poi, la pioggia, le intemperie ed il sole lo marciscono: vivi la tua vita.

Cavalca il respiro dell’amore, Enrico, perché sta qui la vittoria della tua vita. Se vuoi essere un uomo di successo, rintraccia l’amore che si nutre di tutte le tue rette intenzioni e non dei sotterfugi aperti alle proprie comodità; si nutre delle ricerche affinché tu non abbia mai a pentirti della tua personalità; l’amore si nutre dei desideri di un mondo migliore per te e per gli altri; si nutre delle tue decisioni impegnative perché costano sacrificio, questo è un collirio che brucia tutte le opulenze che bloccano il cammino della tua vita, allo stesso modo di un’auto nelle sabbie mobili o nel fango di una palude; l’amore si nutre di rinunce che nei calcoli dei propri vantaggi, risolvono la contabilità della propria vita con la partita doppia del dare senza pretendere nulla: invece: “è meglio dare che ricevere”; questa è una strada che conduce alla spoliazione, ma anche ad una infinita ricchezza della tua personalità, della tua comprensione della vita e della gioia che non cambieresti con null’altro. Il mondo sta di fronte a te: scoprilo giorno per giorno, cercalo, amalo, perché tra i tanti desideri dentro di te, c’è una voce più sicura delle altre e dolce nello stesso tempo, che ti chiama per dirti che nel seme del tuo essere donna o uomo c’è una storia, non un cumulo di gesti, fatti per istinto, ma la partecipazione a questo scenario universale, nel quale tu hai un posto, sei la tessera di un mosaico, mancando la quale, l’immagine del Cristo non sarà completa.

Ti chiederai, Enrico, a cosa serviranno le tante azioni di questo mondo come il matrimonio, il lavoro, i figli, le relazioni parentali, gli amici, i momenti di svago che contemplano le bellezze del creato … queste sono tutte fotografie, e che siano fatte bene, perché faranno parte di quel volto, che avrà pietrificato di amore eterno ogni bisogno ed ogni pensiero terreno. La tua bicicletta corre veloce sulle strade dei tuoi desideri, con impegno, con generosità e sia anche per la tua vita, affinché incontri la gioia, deve volare, come dice il comandamento: “amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Non nasconderti mai dietro alla scelta più comoda; o a quella che ti sembra giusta, ma già intuisci che non avrà alcun sbocco; o a quella che ti fa dire:” tanto tuto è uguale, si può decidere un’altra volta: queste sono tutte soluzioni che ti rovinano, che lasciano l’amaro in bocca, che non fanno emergere l’uomo, quell’uomo meraviglioso che Dio ha fatto di te a sua immagine e somiglianza; e tu sei meraviglioso perché Lui sa fare solo cose meravigliose. Ogni lavoro, ogni impegno, ogni ricerca dev’essere vissuta con queste potenzialità, con questo entusiasmo, con questa sapienza. La tua umanità deve volare per le vie della sapienza: “Se uno ama la giustizia, le virtù sono il frutto delle sue fatiche. Essa insegna infatti la temperanza e la prudenza, la giustizia e la fortezza, delle quali nulla è più utile agli uomini nella vita, ho dunque deciso di prenderla a compagna della mia vita, sapendo che mi sarà consigliera di bene e conforto nelle preoccupazioni e nel dolore”. Perché: “Ogni sapienza viene dal Signore e con lui rimane per sempre. Prima d’ogni cosa fu creata la sapienza e l’intelligenza prudente che è da sempre. Fonte della sapienza è la parola di Dio nei cieli, le sue vie sono i comandamenti eterni”.

Madre Teresa di Calcutta, che fu maestra di vita e di suore ventenni, e ne ha educate tante, diceva:

La vita è un’opportunità, coglila!
La vita è bellezza, ammirala!
La vita è beatitudine, assaporala!
La vita è un sogno, fanne una realtà!
La vita è una sfida, affrontala!
La vita è un dovere, compilo!
La vita è un gioco, giocalo!
La vita è preziosa, abbine cura!
La vita è una ricchezza, conservala!
La vita è amore, godine!
La vita è mistero, scoprilo!
La vita è promessa, adempila!
La vita è tristezza, superala!
La vita è un inno, cantalo!
La vita è una lotta, accettala!
La vita è una tragedia, afferrala, corpo a corpo!
La vita è un’avventura, rischiala!
La vita è felicità, meritala!
La vita è la vita, difendila!

Continua la tua corsa con la bicicletta o con la “Ferrari”, anche se qualcuno dice che la bicicletta arriva prima, ma tu continua a cercare sempre l’amore della tua vita; lo capirai quando il tuo cuore assaporirà folate di vento divino, mai sentite prima, e nella brezza di quell’incontro non parlerai più, non balbetterai più, ma, con le lacrime agli occhi, vivrai l’amore eterno.

Paolo Fiorani

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