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Martedì 10 Marzo

“GLI FU MESSO NOME GESÙ”

Lunedì 1° gennaio 2018, solennità della Circoncisione del Signore – “Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo”

Due sono le parole chiave che tornano nelle letture di oggi: la benedizione di Dio e il nome di Gesù. Nella Torah troviamo molte volte il concetto di benedizione: essa è data ai singoli patriarchi, ai figli di Israele, ai capi delle dodici tribù. Ogni benedizione opera sempre una presenza di Dio e un'effusione dei suoi doni.

Ma in questo brano del libro dei Numeri (prima lettura, ndr) si dice ancora di più: i figli di Aronne (i sacerdoti) «porranno il mio nome sugli Israeliti» (Num 6, 27). Dunque, non verrà solo reso presente il nome di Dio - la sua potenza -, ma esso sarà donato ai figli di Israele, affinché vivano esclusivamente sotto la forza di questo nome, e non si affidino ad altri poteri, politici o religiosi o militari.

Il tema del nome torna in Paolo che sottolinea - nello splendido inno ai Filippesi (seconda lettura, ndr) - che c'è solo un nome per il quale ogni ginocchio merita di piegarsi e ogni lingua può proclamarne la signoria: è il nome di Gesù. È a lui che si deve questo «prostrarsi» dell'uomo, non per paura, né per servilismo, ma perché in lui riconosciamo un Dio che ha scelto di «annientare» la sua divinità - che comporta non aver alcun limite - per rivestirsi dell'umanità, provando su di sé cosa significhi fare esperienza del limite. È il nome di Gesù che salva, perché solo chi è passato attraverso la nostra condizione di uomini e l'ha resa eterna - con la risurrezione - può davvero portarci a salvezza, a non perderci nel nulla.

Luca (nel Vangelo, ndr) ci presenta la scena in cui viene dato il nome a Gesù (che significa «Dio salva»): la grande benedizione sull'umanità è lui stesso, e tutti coloro che parteciperanno al suo nome (i «cristiani») sperimenteranno questa salvezza. La liturgia di oggi invita a ricordarci che in ogni istante il Signore opera, con la sua presenza, il suo bene in noi. Gli siamo preziosi: ci protegge, ci custodisce. A noi è chiesto di vivere nel suo nome: è in esso che troviamo il senso al nostro esserci e al nostro morire, al nostro gioire e lottare, al nostro costruire e sperare. (Azione cattolica ambrosiana, da: www.liturgiagiovane.org).

Per leggere i testi delle letture della Messa di lunedì 1° gennaio 2018, cliccare qui

Cernusco sul Naviglio, 28 dicembre 2017