Venerdì 1 Marzo

CONSIGLIO PASTORALE: ALTRI OTTO CONSIGLIERI DA NOMINARE

Sono stati resi noti i nomi dei primi 22 consiglieri eletti dai fedeli domenica 19 aprile. Ora si attendere di conoscere gli altri 8 che saranno scelti dalla diaconia della Comunità pastorale.

Si vanno man mano completando gli adempimenti previsti per l’elezione del secondo consiglio pastorale della nostra Comunità pastorale Famiglia di Nazaret. I fedeli durante le Messe vigiliari e domenicali dello scorso 19 aprile hanno espresso le loro preferenze, scegliendo 22 consiglieri sui 45 in lista. Di seguito riportiamo i nominativi degli eletti.

Parrocchia Santa Maria Assunta: Frigerio Maurilio, Melzi Giancarlo, Luraghi Patrizia, Baronchelli Danila, Cavalletti Giacomo, Bianchi Janetti Anna, Romagnoli Simone, Mereghetti Andrea, Stegagnini Alessandro e Montanari Bruno.

Parrocchia San Giuseppe Lavoratore: Tacca Stefano, Cedri Maura, Pavone Adele, Danieli Attilia, Corongiu Annamaria e Berutti Anna

Parrocchia Madonna Divin Pianto: Guzzi Paola, Rotondi Paolo, Frigerio Andrea, Ratti Luca, Invernizzi Alberto e Cazzulani Andrea.

Spetta ora alla diaconia (formata dai sacerdoti e dal diacono permanente) della nostra Comunità pastorale nominare altri 8 consiglieri, solitamente tra i candidati che non sono risultati eletti. Fanno inoltre parte di diritto del consiglio il responsabile della Comunità pastorale e gli altri membri della diaconia, il presidente dell’Azione Cattolica della Comunità pastorale e i membri del consiglio pastorale diocesano appartenenti alla Comunità pastorale. Secondo il calendario reso noto dalla Diocesi, la costituzione e prima riunione del nuovo consiglio pastorale della Comunità pastorale deve avvenire entro domenica 31 maggio (SS. Trinità). Giornata nella quale devono essere presentati anche alla comunità dei fedeli, riunita per celebrare la Santa Messa, i nuovi consiglieri.

I consiglieri eletti sono chiamati al “consigliare nella Chiesa” e la Chiesa, ieri come oggi, «ha bisogno di laici che vivono con gioia il Vangelo, laici protagonisti dell'evangelizzazione, che vivono pienamente la propria vocazione, che amano la Chiesa e si sentono appartenenti ad essa, condividendone l'unica missione, laici dunque corresponsabili, che si interessano della vita della propria comunità, la animano e da lì partono per la propria testimonianza nel mondo per poi tornare arricchendola dei doni della missione. Per tutto questo ci vuole formazione? Certamente. A condizione che sia una formazione a un tempo spirituale, culturale e pastorale e che parta dalla specifica vocazione laicale: si devono formare laici e non surrogati di preti... Il rischio è di nuovo avere laici solo collaboratori, se va bene preparati in qualche Scuola di formazione, mentre c'è bisogno di laici consapevoli e corresponsabili, di laici adulti nella fede, che assumono l'iniziativa, mossi da una fede vissuta nella comunità.» (In dialogo, 5/2010)

Cernusco sul Naviglio, 27 aprile 2015