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Giovedì 19 Marzo

“MARIA, MADRE DELLA SPERANZA”

Maria è “una donna che ascolta. Non dimenticate – ha detto papa Francesco durante la catechesi di mercoledì 10 maggio - che c’è un grande rapporto tra la speranza e l’ascolto e Maria è una donna che ascolta, che accoglie l’esistenza così come essa si consegna a noi, con i suoi giorni felici, ma anche con le sue tragedie che mai vorremmo avere incrociato.”


Foto archivio SIR

“Non siamo orfani. Abbiamo una Madre in Cielo. La Santa Madre di Dio” che “ci insegna la virtù dell’attesa quando tutto appare privo di senso: lei sempre fiduciosa nel mistero di Dio, anche quando Lui sembra eclissarsi per colpa del male del mondo. Nei momenti di difficoltà, Maria, la Madre che Gesù ha regalato a tutti noi, possa sempre sostenere i nostri passi! Possa sempre dirci al cuore: alza, guarda avanti, guarda l’orizzonte perché lei è Madre di Speranza”.

È stata dedicata alla figura di Maria, soprattutto colta nei momenti più bui della passione di Gesù, la catechesi di papa Francesco di mercoledì 10 maggio, a pochi giorni dalla sua partenza per il Santuario di Fatima. Il Papa ha ripreso il ciclo di catechesi sulla speranza cristiana e si è soffermato sul tema: “La Madre della Speranza”. Maria – ha detto Francesco – “ha attraversato più di una notte nel suo cammino di madre”, fin dal suo apparire nella storia del Vangelo e fin dal suo primo “sì” all’invito dell’angelo, “ci appare come una delle tante madri del nostro tempo, coraggiose fino all’estremo quando si tratta di accogliere nel proprio grembo la storia di un nuovo uomo che nasce”.

Quel “sì” – ha proseguito Francesco – è il primo di una lunga “lista di obbedienze”. Maria “non è una donna che si deprime davanti alle incertezze della vita, specialmente quando nulla sembra andare per il verso giusto. Non è nemmeno una donna che protesta con violenza, che inveisce contro il destino della vita che ci rivela spesso un volto ostile. È invece una donna che ascolta. Non dimenticate che c’è un grande rapporto tra la speranza e l’ascolto e Maria è una donna che ascolta, che accoglie l’esistenza così come essa si consegna a noi, con i suoi giorni felici, ma anche con le sue tragedie che mai vorremmo avere incrociato. Fino alla notte suprema di Maria, quando il suo Figlio è inchiodato al legno della croce”.

“Le madri – ha proseguito il Papa – non tradiscono” e anche quando tutti si dileguano, Maria “stava”. I Vangeli non dicono “se piangesse o non piangesse”. Dicono solamente che “stava”. “Stava lì nel momento più brutto, nel momento più crudele e soffriva con il Figlio. Maria stava, semplicemente era lì”. “Maria stava nel buio più fitto, stava”. “È lì, fedelmente presente, ogni volta che c’è da tenere una candela accesa in un luogo di foschie e nebbie”. E così facendo, Maria risponde al “suo istinto di madre che semplicemente soffre, ogni volta che c’è un figlio che attraversa una passione”. “Tutti noi abbiamo conosciuto donne forti che hanno portato avanti tante sofferenze dei figli”. “Per questo noi la amiamo come Madre”.

“Mi recherò, pellegrino, a Fatima, per affidare alla Madonna le sorti temporali ed eterne dell’umanità e supplicare sulle sue vie le benedizioni del Cielo”. “Chiedo a tutti – ha quindi aggiunto il Santo Padre – di unirsi a me, quali pellegrini della speranza e della pace: le vostre mani in preghiera continuino a sostenere le mie. Voglia la più grande e la migliore delle Madri vegliare su ognuno di voi, lungo i vostri giorni fino all’eternità”.

Per leggere il testo integrale della catechesi di Papa Francesco di mercoledì 10 maggio 2017, cliccare qui

Cernusco sul Naviglio, 11 maggio 2017