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PROBLEMA-CASA, CARITAS LOMBARDE IN PRIMA FILA “MA SERVE UN’ALLEANZA COI COMUNI”

Presentato a Milano un documento che illustra gli interventi delle dieci Caritas diocesane per assicurare un alloggio a chi non se lo può permettere: famiglie a basso reddito, giovani coppie, genitori separati, immigrati. Gli esempi dal territorio, il ruolo degli enti pubblici, la disponibilità di alcuni proprietari ad andare incontro agli inquilini in difficoltà


Foto archivio SIR – Riproduzione riservata

Un progetto di housing sociale in un appartamento confiscato alla mafia a Sant’Angelo Lodigiano; la messa a disposizione di alloggi e contributi per le bollette a Como e Mandello del Lario; le 170 abitazioni gestite dalla Fondazione San Carlo tra Milano e altre città della diocesi ambrosiana; la struttura di accoglienza “Casa Josef” a Vigevano per uomini italiani e stranieri. Sono solo alcuni degli innumerevoli interventi operati dalla Chiesa lombarda per affrontare il problema della carenza di alloggi a prezzi accessibili. Acquistare o prendere in affitto un paio di locali nelle grandi realtà urbane così come nelle cittadine di medie dimensioni appare spesso inaccessibile a tante famiglie e alle giovani coppie che vorrebbero sposarsi; medesimo problema riguarda i single, i genitori separati, gli immigrati. La casa è una primaria necessità per una vita dignitosa, ma contiene in sé anche forti valori simbolici, come luogo del ritrovo familiare, della sicurezza, della cura… Di questi argomenti si occupa il Rapporto delle Caritas delle dieci diocesi lombarde, presentato oggi (martedì 11 ottobre 2016, ndr) a Milano alla Fondazione Ambrosianeum e intitolato “Abito dunque sono: riflessioni e buone prassi sull’abitare”.

Numeri impressionanti. Alcuni dati fanno riflettere: “A Milano, tra le 14.714 persone incontrate nei centri di ascolto della Diocesi, il 15,8% presentava problemi legati all’abitazione”, si legge nel Rapporto delle Caritas: si tratta di 2.329 persone. “A Brescia sono stati eseguiti 582 sfratti nel 2015”. A Bergamo “dai 130 sfratti esecutivi annui del 2008 nella Provincia orobica si è giunti a 605 nel 2015 su una richiesta di 2.651. Solo nei primi quattro mesi del 2016 gli sfratti esecutivi sono stati 108”. Situazione analoga nelle diocesi più piccole: a Mantova 300 sfratti nella città capoluogo, a Cremona il solo centro d’ascolto diocesano ha erogato sussidi per l’affitto per oltre 53mila euro in un anno.

Progetti e… fantasia. Le diocesi di Lombardia, attraverso le Caritas, hanno generato nel corso degli anni, “secondo la fantasia della carità”, risposte diversificate al bisogno abitativo. (Dopo aver illustrato alcuni interventi messi in atto sul territorio regionale, ndr), le Caritas lombarde tornano a sottolineare che “una risposta risolutiva non può che venire da un grande intervento sotto la regia degli enti pubblici, senza deleghe deresponsabilizzanti e pilatesche”. (Gianni Borsa per Agenzia SIR)

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Cernusco sul Naviglio, 12 ottobre 2016