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DON LUCIANO, FEBBRAIO: Oggi, dopo 100 anni, la Madonna ci parla ancora   

Don Luciano, gennaio. La fede in Dio torni ad essere centrale nella nostra vita   

Lunedì 15 Aprile

Don Luciano, dicembre. Il vero senso del Natale è la nascita di Gesù!

Carissimi,
mese dopo mese siamo così giunti al termine di un altro anno. Per noi credenti la chiusura di un anno incontra la celebrazione del Natale di Gesù. Occorre ribadircelo: si festeggia la sua nascita! La scelta che Dio fa di farsi come noi assumendo il volto di Gesù Cristo.
Il Natale è, dunque, la festa di una nascita; ma una nascita singolare, cioè unica ed irrepetibile, perché è la nascita del Figlio di Dio, «irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente» (Eb 1, 3). Dio si fa bambino. Di fronte a questo evento non possiamo fermarci ai pur buoni sentimenti che ci portiamo nel cuore.
Il Natale è un paradosso che ci provoca in radice. Un evento prodigioso, inaudito e, nello stesso tempo, di una normalità sconcertante. L’Onnipotente, l’Eterno, l’Infinito, il Re del cielo, Colui che è del mondo il Creatore viene al mondo – ecco il prodigio – e viene come ognuno di noi da «una donna». Ecco la normalità sconcertante.
Oggi invece il mondo celebra una festa dell’inverno sostenuta da tanta coreografia simpatica e luminosa nonché dalla paterna figura di Babbo Natale, ma per noi cristiani il senso del Natale è la nascita di Gesù: il vero volto del Padre, che da quel giorno di 2000 anni fa … è tra noi!
Inoltre, penso che tutti vorremmo chiudere l’anno 2023 con tanta gioia e serenità.
Alcuni motivi non mancano, uno fra tutti la “rinascita” dopo la faticosa e dolorosa esperienza della pandemia. Ma, purtroppo, a causa di molte guerre la vita di tanti popoli è resa molto difficile e disumana. Come non guardare ancora una volta attoniti e sgomenti per la guerra in Ucraina e nella Terra Santa!
Purtroppo, ci stiamo abituando a vedere la guerra in televisione e così corriamo il rischio di guardare la guerra come fosse un film che scorre davanti ai nostri occhi.
Potremmo chiederci: quale regalo utile per questo Natale?
Inviterei tutti ad essere operatori di pace. Forse la pace senza le bombe non dipende da noi, invece, la pace del nostro cuore e nelle relazioni che intessono la nostra vita, quella sì, dipende proprio anche dalla nostra buona volontà.
Quante volte nel nostro animo albergano sentimenti di rancore, di vendetta, invidia e vero odio verso chi ci è vicino e che non è come desideriamo noi! Inoltre, come potrà esserci una pace vera e autentica se Dio non torna ad abitare la nostra vita, le nostre case, i nostri ambienti di lavoro?
Un mondo senza Dio può esistere? Forse si, ma è ancora un mondo umano? L’uomo quando perde il riferimento a Dio perde sé stesso e non sa più chi è. È urgente tornare ad una fede che permette di incontrare il Signore della vita e della pace se vogliamo che sia veramente pace tra noi e possiamo così sperimentare la vera libertà.
Un uomo è veramente libero quando accoglie il suo essere figlio e ne fa consapevole esperienza. Più che mai nella nostra società – così segnata da mille solitudini – questo è il bisogno primario. Per diventare uomini maturi e riusciti, capaci di identità e di relazione, bisogna aver coscienza del mistero della nascita. Ogni uomo che nasce è voluto ed amato da Dio. Nessuno è frutto del caso.
Ad ogni uomo, anche se ha alle spalle una relazione di paternità e maternità ferita o gravemente compromessa, è donata la possibilità di fare questa esperienza. Nell’aver scelto di nascere tra noi, Dio è vicino ad ogni papà, ad ogni mamma, ad ogni figlio.
“Alla domanda scettica che troppo frequentemente domina nel cuore nostro e dei nostri fratelli uomini di fronte alla durezza delle circostanze in cui ci troviamo a vivere: “ma la vita, vale veramente la pena?” possiamo opporre la certezza lieta del Natale: «Oggi è nato per noi il Salvatore».
All’esasperazione di cui facilmente si può essere tentati in questi momenti duri e difficili, possiamo opporre la speranza di un nuovo inizio. Una speranza affidabile che guarda fiduciosa al futuro, perché è fondata su un bene già presente. Una speranza attiva e fattiva, fonte di una gratuita e tenace costruttività”. (Card. Scola)

Buon Natale a tutti!

don Luciano