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Don Luciano, gennaio: La speranza è la capacità di credere che il futuro può essere migliore del passato   

Martedì 7 Aprile

NOVEMBRE: E’ GIUNTO IL TEMPO DI SCIOGLIERE LE VELE

“E’ giunto il tempo di sciogliere le vele (2 Tim. 4,6). Sono certo che presto dovrò Lasciare questa mia tenda (2 Petr. 1,14). La fine! Giunge la fine (Ez. 2,7).

Questa ovvia considerazione sulla precarietà della vita temporale e sull’avvicinarsi inevitabile e sempre più prossimo della sua fine si impone: Non è saggia la cecità davanti a tale immancabile sorte, davanti alla disastrosa rovina che porta con sé, davanti alla misteriosa metamorfosi che sta per compiersi nell’essere mio, davanti a ciò che si prepara. Vedo che la considerazione prevalente si fa estremamente personale: io, chi sono? che cosa resta di me? dove vado? e perciò estremamente morale: che cosa devo fare? quali sono le mie responsabilità? e vedo anche che rispetto alla vita presente è vano avere speranze; rispetto ad essa si hanno dei doveri e delle aspettative funzionali e momentanee; le speranze sono per l’al di là”. … Chi sono, da dove vengo, dove vado? Sono le domande serie della vita alle quali dobbiamo dare una risposta E’ giunto il tempo di sciogliere le vele altrimenti rischiamo di lasciare passare i giorni della nostra esistenza terrena nella mediocrità. Urge sempre più la risposta alla domanda di senso della nostra vita e soprattutto essere consapevoli che il significato della vita può darcelo solo Dio che ne è l’autore, la sorgente, ”colui dal quale tutto proviene e al quale tutto fa ritorno” come ci fa pregare la liturgia. Oggi troppo spesso accusiamo la frenesia del correre come responsabile della non risposta a queste domande, in realtà il nostro essere nell’affanno è già un modo di rispondere evadendo la risposta annegandola nel non pensarci o in una spensierata fuga dalla realtà. Guardare al mistero della morte con gli occhi di Gesù vuol dire non avere paura perché Lui ha vinto la morte e ci ha ridonato la vita, per questo ricordiamo ancora con affetto i nostri defunti perché li sappiamo nella fede vivi con Lui e in un certo senso ancora accanto a noi. Significa essere protesi non semplicemente verso la fine dell’esistenza ma verso il fine della vita stessa che Dio nel Battesimo ci ha donato eterna come la sua. Quindi siamo pieni di speranza e vogliamo vivere questo tempo con serenità anche se talvolta la prova della separazione dai nostri cari sembra toglierci la gioia di vivere.

Don Luciano