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“GESÙ NON FA PROSELITISMO”, “ANNUNCIA CHE IL PADRE CI AMA”

“Gesù non vuole spingere la gente a convertirsi – ha detto Papa Francesco durante la catechesi di oggi, mercoledì 6 marzo - seminando la paura del giudizio incombente di Dio o il senso di colpa per il male commesso”. Al contrario, “quella che lui porta è la Buona Notizia della salvezza, e a partire da essa chiama a convertirsi”


Foto d’archivio da www.agensir.it

“Gesù non fa proselitismo: annuncia, semplicemente”. Lo ha detto il Papa nella catechesi dell’udienza di oggi, dedicata alla seconda invocazione del Padre Nostro: “Venga il tuo regno”. “Queste parole non sono affatto una minaccia, al contrario, sono un lieto annuncio, un messaggio di gioia”, ha spiegato Francesco: “Gesù non vuole spingere la gente a convertirsi seminando la paura del giudizio incombente di Dio o il senso di colpa per il male commesso”. Al contrario, “quella che lui porta è la Buona Notizia della salvezza, e a partire da essa chiama a convertirsi”.

“Ognuno è invitato a credere nel vangelo”, l’invito del Papa: “la signoria di Dio si è fatta vicina ai suoi figli. Questo è Vangelo”. “Gesù annuncia questa cosa meravigliosa, questa grazia”, ha proseguito Francesco: “Dio, il Padre, ci ama, ci è vicino e ci insegna ad andare sulla strada della santità”. “I segni della venuta di questo Regno sono molteplici, e tutti positivi”, ha fatto notare il Papa.

“Gesù inizia il suo ministero prendendosi cura degli ammalati, sia nel corpo che nello spirito, di coloro che vivevano una esclusione sociale – per esempio i lebbrosi –, dei peccatori guardati con disprezzo da tutti” ha aggiunto Papa Francesco: “Anche da coloro che erano più peccatori di loro, ma facevano finta di essere giusti”. “E Gesù questi come li chiama? Ipocriti”. Gesù stesso indica questi segni: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo”.

Riflettendo - Quando recitiamo la preghiera del Padre nostro, invochiamo la Sua venuta in mezzo a noi, nella vita quotidiana. Signore che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno: vuol dire, venga il tuo regno oggi, ora, nel mio cuore, aperto al perdono, alla speranza, al dono dell'accoglienza verso il prossimo. Soprattutto nei momenti di difficoltà, non dobbiamo mai perdere la speranza di poter migliorare la nostra vita e quella dei nostri fratelli, perché Gesù vuole sempre il nostro bene. (Fabio F.)

Per il video / testo completo della catechesi di Papa Francesco di mercoledì 6 marzo 2019, cliccare qui

Cernusco sul Naviglio, 6 marzo 2019