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GESÙ CI CHIEDE DI “USCIRE NEL MARE APERTO DELL’UMANITÀ DEL NOSTRO TEMPO”

“Il miracolo più grande compiuto da Gesù per Simone e gli altri pescatori delusi e stanchi, non è tanto la rete piena di pesci, quanto l’averli aiutati a non cadere vittime della delusione e dello scoraggiamento di fronte alle sconfitte”

Foto d’archivio da www.agensir.it

“Quando ci mettiamo con generosità al suo servizio, egli compie in noi cose grandi”. Così il Papa, durante l’Angelus di domenica 10 febbraio, ha commentato il brano della pesca miracolosa (Luca 5,1-11). “Così agisce con ciascuno di noi”, ha spiegato: “Ci chiede di accoglierlo sulla barca della nostra vita, per ripartire con Lui e solcare un nuovo mare, che si rivela carico di sorprese”. “Il suo invito a uscire nel mare aperto dell’umanità del nostro tempo, per essere testimoni di bontà e di misericordia, dà senso nuovo alla nostra esistenza, che rischia spesso di appiattirsi su sé stessa”, ha garantito Francesco: “A volte possiamo rimanere sorpresi e titubanti di fronte alla chiamata che ci rivolge il Maestro divino, e siamo tentati di rifiutarla a motivo della nostra inadeguatezza”.

“Sulla tua parola getterò le reti” – la risposta di Pietro a Gesù – “è la risposta della fede, che anche noi siamo chiamati a dare”, l’invito del Papa: “È l’atteggiamento di disponibilità che il Signore chiede a tutti i suoi discepoli, soprattutto a quanti hanno compiti di responsabilità nella Chiesa. E l’obbedienza fiduciosa di Pietro genera un risultato prodigioso”. Dio, se ci fidiamo di Lui, ci libera dal nostro peccato e ci apre davanti un orizzonte nuovo: collaborare alla sua missione”, ha proseguito Francesco commentando le parole di Pietro – “Signore, allontanati da me che sono un peccatore” – e la risposta di Gesù, dopo quella “pesca incredibile”: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”.

“Il miracolo più grande compiuto da Gesù per Simone e gli altri pescatori delusi e stanchi, non è tanto la rete piena di pesci, quanto l’averli aiutati a non cadere vittime della delusione e dello scoraggiamento di fronte alle sconfitte”, l’analisi del Papa: “Li ha aperti a diventare annunciatori e testimoni della sua parola e del regno di Dio. E la risposta dei discepoli è stata pronta e totale: ‘Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono'”.

Riflettendo - Dobbiamo donare speranza, soprattutto nei periodi di difficoltà: è in questi momenti che dimostriamo la nostra fede. Lamentarsi non serve a niente, ci danneggia, ci distoglie dal nostro obiettivo, dalla nostra missione: donare sempre una parola di speranza per vivere relazioni umane vere, piene, sincere e profonde. Per vivere così in un mondo migliore ed accogliere i nostri fratelli. (Fabio F.)

Per il video / testo completo dell’Angelus di Papa Francesco di domenica 10 febbraio 2019, cliccare qui

Cernsuco sul Naviglio, 11 febbraio 2019