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“L’INVERNO DEMOGRAFICO SENZA BAMBINI È DURO”

Lo ha detto il Papa, che nella catechesi dell’udienza di mercoledì 30 gennaio ha ripercorso con i fedeli presenti in Aula Paolo VI le tappe del viaggio a Panama per la 34ª Giornata mondiale della gioventù (23-28 gennaio).

Foto d’archivio da www.agensir.it

“Una cosa mi ha colpito tanto: la gente alzava con le braccia i bambini – quando passava la papamobile tutti con i bambini – dicendo: ‘Ecco il mio orgoglio, ecco il mio futuro!’, e facevano vedere i bambini, e i padri e le madri orgogliosi di quei bambini”. Lo ha detto il Papa, che nella catechesi dell’udienza di mercoledì 30 gennaio ha ripercorso con i fedeli presenti in Aula Paolo VI le tappe del viaggio a Panama per la 34ª Giornata mondiale della gioventù (23-28 gennaio).

“Quanta dignità in questo gesto, e quanto è eloquente per l’inverno demografico che stiamo vivendo in Europa!”, ha esclamato Francesco: “L’orgoglio di quelle famiglie sono i bambini, la sicurezza per il futuro sono i bambini: l’inverno demografico senza bambini è duro!”, ha aggiunto.

Il Papa ha esordito esortando i presenti a “rendere grazie con me al Signore per questa grazia che Egli ha voluto donare alla Chiesa e al popolo di quel caro Paese”: “Ringrazio il Signor Presidente del Panamá e le altre Autorità, e ringrazio tutti i volontari – ce n’erano tanti – per la loro accoglienza calorosa e familiare, la stessa che abbiamo visto nella gente che dappertutto è accorsa a salutare con grande fede ed entusiasmo”.

“Vedere tutte le bandiere sfilare insieme, danzare nelle mani dei giovani gioiosi di incontrarsi è un segno profetico, un segno controcorrente rispetto alla triste tendenza odierna ai nazionalismi conflittuali. Che alzano dei muri e si chiudono all’universalità, all’incontro fra i popoli”. “È un segno che i giovani cristiani sono nel mondo lievito di pace”, ha commentato il Papa, ricordando che il motivo del viaggio è stata la Giornata mondiale della gioventù, ma “agli incontri con i giovani se ne sono intrecciati altri con la realtà del Paese: le autorità, i vescovi, i giovani detenuti, i consacrati e una casa-famiglia”.

“Tutto è stato come ‘contagiato’ e ‘amalgamato’ dalla presenza gioiosa dei giovani”, ha fatto notare Papa Francesco: “Una festa per loro e una festa per Panamá, e anche per tutta l’America Centrale, segnata da tanti drammi e bisognosa di speranza e di pace, e di giustizia pure”.

La Gmg, ha sottolineato inoltre il Papa, è stata preceduta dall’incontro dei giovani dei popoli nativi e di quelli afroamericani: “Un bel gesto, hanno fatto cinque giorni di incontri i giovani indigeni e i giovani afrodiscendenti”, ha aggiunto. “Loro hanno aperto la porta alla Gmg!”, ha esclamato ancora Papa Francesco, definendola “un’iniziativa importante che ha manifestato ancora meglio il volto multiforme della Chiesa in America Latina: l’America Latina è meticcia”. Poi, con l’arrivo dei gruppi da tutto il mondo, “si è formata la grande sinfonia di volti e di lingue, tipica di questo evento”, ha commentato il Papa.

Riflettendo - Vivere concretamente le parole contenute nelle Sacre Scritture, vuol dire donare sempre una parola di speranza. Ognuno di noi ha diritto di essere accolto, considerato, apprezzato, nonostante le prove che la vita ci può riservare. Nel recente viaggio apostolico, che il Santo Padre ha compiuto a Panama, nazione povera di beni materiali, ma ricca di bambini, abbiamo visto giovani pieni di speranza che desiderano migliorare la propria vita ora, oggi, non domani. Chi desidera vivere concretamente il messaggio cristiano è sempre pieno di speranza, ha una mente vivace, non si lamenta, come hanno dimostrato i giovani che hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù: pieni di speranza, sempre! (Fabio F.)

Per il video/testo completo della catechesi di Papa Francesco di mercoledì 30 gennaio 2019, cliccare qui

Cernusco sul Naviglio, 31 gennaio 2019