Venerdì 1 Marzo

DIECI ANNI FA CI LASCIAVA DON NANDO

   

È ancora vivo in tantissimi cernuschesi il ricordo di don Nando Macchi, deceduto il 16 giugno 2005, dopo una lunga malattia.

La sua intensa attività pastorale negli anni di permanenza a Cernusco, arrivò nel maggio del 1982, e i tanti interessi che ha coltivato (il Centro cardinal Colombo, Radio Cernusco Stereo, il Gruppo vedove, il canto e la musica, l’astrologia e la meteorologia, la storia locale …) ne hanno fatto un sacerdote amato e cercato dai cernuschesi.

     Don Bertrando Macchi, comunemente chiamato don Nando, nacque a Gallarate il 14 aprile 1925. Fu or­dinato sacerdote il 22 maggio 1948 e celebrò la sua prima Messa nel­la chiesa di Madonna in Cam­pagna di Gallarate. Novello sa­cerdote, nel 1948 gli fu affidato l’incarico di vice rettore del Se­minario di Seveso. Nel 1954 divenne vice parroco a Treviglio, quindi parroco a Cimbro con Cuirone dal 1963 al 1980. Dopo una breve pausa a Gallarate, nella primavera del 1982 giunse a Cernusco con la nomina di “residente con incarichi pastorali”: sacerdote infaticabile, spese tutte le sue energie a servizio della parrocchia e fu promotore ed animatore di molteplici iniziative, fino alla primavera del 1998, quando la malattia lo colpì in manie­ra implacabile, togliendogli la pa­rola.

Ricordare, raccogliere “il ricordo” - Monsignor Carlo Faccendini, allora vicario episcopale della nostra zona pastorale, all’omelia della Messa esequiale, diede una consegna ai fedeli che affollavano la prepositurale: “Io vi inviterei nei prossimi giorni a ricordare con la memoria gli incontri con don Nando, le parole che ha detto, quella fetta di vita condivisa insieme, a riandare a quel suo stile particolare, per capire così quanto sia stato importante per la vostra vita e per la vostra fede. È importante ereditare questi ricordi dalla vita di un prete. Proprio a partire da episodi, incontri e parole che ci dicono quanto don Nando sia stato importante per la nostra fede. Vi lascio questa consegna: di ricordare, magari imparando anche ad andare al di là dei singoli ricordi. È un raccogliere dai ricordi il ricordo, la sua vera grande bella eredità: quella di una vita bella, perché consegnata a Dio, al servizio dei fratelli.” Un invito ancora valido, per fare memoria di questo prete innamorato della bellezza.

Cernusco sul Naviglio, 15 giugno 2015