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Giovedì 2 Aprile

RADAELLI (ANPI): “PIÙ CULTURA E MENO PAURA”

“Cernusco con la Resistenza ha segnato una delle pagine più belle e importanti. Non possiamo assolutamente dimenticarlo. Mai!”Cinque parole chiavi per dare pieno significato alla Resistenza.

Dal sagrato della chiesa prepositurale, dopo la celebrazione della Messa, ha preso avvio il corteo della Liberazione, con le autorità civili e militari e i rappresentanti delle associazioni partigiane, combattentistiche e di volontario, per le vie del centro città. Preceduto dalla banda musicale cittadina, il corteo, quest’anno ha fatto sosta in piazza Matteotti per l’inaugurazione di una targa ricordo del luogo in cui, Palazzo Tizzoni, il comando tedesco di stanza in città si arrese.

A scoprire la targa sono stati il Sindaco, Eugenio Comincini, e il presidente dell’Anpi cittadina, Danilo Radaelli. Che subito dopo ha preso la parola. “70 anni di liberazione sono tanti. Sono una vita. Credo – ha detto Radaelli - che debbano essere vissuti per ragionare e realizzare le tante eredità della Resistenza. In particolare, quelle che non si sono ancora consolidate nella società italiana in tutti i suoi livelli. 70 anni sono un appuntamento per comprendere, per progettare il tanto lavoro che ancora dobbiamo fare, per raccogliere a pieno il significato reale e pragmatico della Resistenza. Ci sono alcune parole chiave che ci possono orientare.”

Etica, che oggi vuol dire “lotta contro il malaffare, la mafia, e le illegalità. La Resistenza indica strade e valori da seguire” in questa lotta.

Democrazia, come qualcosa che “riguarda ciascuno di noi. La Resistenza ci ha lasciato una Costituzione che dà valore assoluto alla democrazia”. Democrazia significa “centralità del Parlamento eletto dal popolo. Ogni riforma deve tener ben presente questi elementi e la rappresentanza di tutti. Non possiamo permetterci lo scollamento tra classe politica e Paese reale.”

Lavoro, perché non è un caso che sia citato nell’articolo 1 della nostra Costituzione. “I lavoratori furono tra i protagonisti della lotta di Liberazione” e oggi “il lavoro deve tornare a rappresentare il futuro e non il malessere nella sua assenza o precarietà. Creare lavoro e tutelare i diritti vanno sempre assieme.”

Giustizia, “la guerra di Liberazione è stata una scelta di parte, una scelta di giustizia: scegliere di salire in montagna, di partecipare alla Resistenza in città, spesso è motivato dalle ingiustizie quotidiane che il fascismo porta e impone nella società, spesso accompagnate da un’impunità inaccettabile.”

Cultura, “l’unica arma che può sconfiggere guerra e terrorismo e che porta a considerare uomini e donne e non numeri coloro che attraversano il mare” in questi giorni, in cerca di un approdo di libertà e dignità. Cultura è “ciò che permette di capire e di capirci, di ascoltare e di capire chi ci è vicino. Più cultura e meno paura.”

Cernusco sul Naviglio, 27 aprile 2015