LAUDATO SI’ / 8 - NON ILLUDIAMOCI, LA NATURA NON È FORTE

Nell’Amazzonia Boliviana “corsi d'acqua ampiamente navigabili tutto l'anno e con una ricchezza ittica e naturale che voi siete abituati a vedere solo nei documentari televisivi” possono dare l’illusione che “la natura è forte e non può essere intaccata e distrutta”.


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Foto L’Osservatore Romano / SIR, riproduzione riservata

Laudato si’ n. 23 – Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti. Esso, a livello globale, è un sistema complesso in relazione con molte condizioni essenziali per la vita umana. Esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico. Negli ultimi decenni, tale riscaldamento è stato accompagnato dal costante innalzamento del livello del mare, e inoltre è difficile non metterlo in relazione con l’aumento degli eventi meteorologici estremi, a prescindere dal fatto che non si possa attribuire una causa scientificamente determinabile ad ogni fenomeno particolare. L’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita,di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano. E’ vero che ci sono altri fattori (quali il vulcanismo, le variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre, il ciclo solare), ma numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra (biossido di carbonio, metano, ossido di azoto ed altri) emessi soprattutto a causa dell’attività umana. La loro concentrazione nell’atmosfera ostacola la dispersione del calore che la luce del sole produce sulla superficie della terra. Ciò viene potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull’uso intensivo di combustibili fossili, che sta al centro del sistema energetico mondiale. Ha inciso anche l’aumento della pratica del cambiamento d’uso del suolo, principalmente la deforestazione per finalità agricola.

Laudato si’ n. 24 – A sua volta, il riscaldamento ha effetti sul ciclo del carbonio. Crea un circolo vizioso che aggrava ancora di più la situazione e che inciderà sulla disponibilità di risorse essenziali come l’acqua potabile, l’energia e la produzione agricola delle zone più calde, e provocherà l’estinzione di parte della biodiversità del pianeta. Lo scioglimento dei ghiacci polari e di quelli d’alta quota minaccia la fuoriuscita ad alto rischio di gas metano, e la decomposizione della materia organica congelata potrebbe accentuare ancora di più l’emissione di biossido di carbonio. A sua volta, la perdita di foreste tropicali peggiora le cose, giacché esse aiutano a mitigare il cambiamento climatico. L’inquinamento prodotto dal biossido di carbonio aumenta l’acidità degli oceani e compromette la catena alimentare marina. Se la tendenza attuale continua, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti noi. L’innalzamento del livello del mare, ad esempio, può creare situazioni di estrema gravità se si tiene conto che un quarto della popolazione mondiale vive in riva al mare o molto vicino ad esso, e la maggior parte delle megalopoli sono situate in zone costiere.

Laudato si’ n. 25 – I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità. Gli impatti più pesanti probabilmente ricadranno nei prossimi decenni sui Paesi in via di sviluppo. Molti poveri vivono in luoghi particolarmente colpiti da fenomeni connessi al riscaldamento, e i loro mezzi di sostentamento dipendono fortemente dalle riserve naturali e dai cosiddetti servizi dell’ecosistema,come l’agricoltura, la pesca e le risorse forestali. Non hanno altre disponibilità economiche e altre risorse che permettano loro di adattarsi agli impatti climatici o di far fronte a situazioni catastrofiche, e hanno poco accesso a servizi sociali e di tutela. Per esempio, i cambiamenti climatici danno origine a migrazioni di animali e vegetali che non sempre possono adattarsi, e questo a sua volta intacca le risorse produttive dei più poveri, i quali pure si vedono obbligati a migrare con grande incertezza sul futuro della loro vita e dei loro figli. E’ tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Purtroppo c’è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie, che accadono tuttora in diverse parti del mondo. La mancanza di reazioni di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle è un segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile.

Laudato si’ n. 26 – Molti di coloro che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi, cercando solo di ridurre alcuni impatti negativi di cambiamenti climatici. Ma molti sintomi indicano che questi effetti potranno essere sempre peggiori se continuiamo con gli attuali modelli di produzione e di consumo. Perciò è diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di biossido di carbonio e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile. Nel mondo c’è un livello esiguo di accesso alle energie pulite e rinnovabili. C’è ancora bisogno di sviluppare tecnologie adeguate di accumulazione. Tuttavia, in alcuni Paesi ci sono stati progressi che cominciano ad essere significativi, benché siano lontani dal raggiungere una proporzione importante. Ci sono stati anche alcuni investimenti in modalità di produzione e di trasporto che consumano meno energia e richiedono minore quantità di materie prime, come pure in modalità di costruzione o ristrutturazione di edifici che ne migliorino l’efficienza energetica. Ma queste buone pratiche sono lontane dal diventare generali.

COMMENTO - Il 4 ottobre di quest'anno ci siamo trovati sulla strada principale di Riberalta alle 8.30 del mattino per una marcia di sensibilizzazione sui problemi dell'ambiente e dell'ecologia. Vogliamo arrivare a toccare il cuore dei politici locali e della gente per cambiare nel piccolo la nostra condotta. Scuole superiori parificate e Università locale, insieme a due gruppi culturali e alcuni funzionari pubblici, hanno ingrossato le fila della marcia. Alla testa il vescovo e il comitato promotore.

Dovete sapere che Riberalta, cittadina di 120.000 abitanti, è nella Amazzonia Boliviana (che corrisponde all'11% dell'intera conca Amazzonica) all'incontro del fiume Madre de Dios con il Fiume Beni: corsi d'acqua ampiamente navigabili tutto l'anno e con una ricchezza ittica e naturale che voi siete abituati a vedere solo nei documentari televisivi. I nostri paesaggi tropicali ed esotici, le albe navigando nella nebbia calda e umida del fiume, i tramonti intensi di luce arancio e rossa, sono il contesto della nostra vita quotidiana. Ogni specie di animali con dimensioni inaspettate sono l'esperienza comune di tantissime persone che vivono qui. Non mancano le foto con anaconde che arrivano fino a 20 metri (non sono fantasie di film) che si fanno guardare con rispetto.

Ma proprio tutto questo ci dà l'illusione che la natura è forte e non può essere intaccata e distrutta. Ci lascia credere che è possibile tagliare e bruciare senza problemi … alla fine rispunta dalla terra qualsiasi albero e ritorneranno gli animali che il fuoco ha fatto fuggire. E se per caso qualcuno è morto … la natura ci penserà a ripopolarli. Certo: il nostro deposito di immondizia, dietro la grande “macchia urbana” cresce al ritmo di 6.3 tonnellate al giorno, ma basta bruciare tutto ogni tanto che così si “pulisce”.

Ah... certo: quest'anno non ha piovuto per due mesi. Poi un poco si. E ci sono stati venti fortissimi che hanno fatto volare tetti e persino strappato da terra una tettoia completa della struttura metallica di un campo da calcetto e l'ha deposta (ancora intera) sulle aule della scuola elementare distante 50 metri. E quando è arrivata la pioggia ha inondato alcuni quartieri e alcuni villaggi mentre accanto non è caduta nemmeno una goccia. E' arrivata forte e ha smesso in pochi minuti. Ma è “venuto giù il cielo”. I vecchi dicono che cose così non si sono mai viste. E quando si chiede agli anziani che previsioni si possono fare del clima dicono che adesso non ci capiscono più nulla. Non è più quello di una volta! E' un altro … e a volte fa paura!


Mons. Eugenio Coter

Vescovo del Vicariato Apostolico del Pando
Bolivia

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Cernusco sul Naviglio, 20 novembre 2016