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Domenica 5 Aprile

IL “PADRE NOSTRO” È “LA PREGHIERA DEI FIGLI DI DIO”

“Non è una delle tante preghiere cristiane, ma la preghiera dei figli di Dio”. “È la grande preghiera” che “ci ha insegnato Gesù”. Lo ha ricordato Papa Francesco, che ha dedicato l’udienza di mercoledì 14 marzo alla liturgia eucaristica.


Foto d’archivio, da www.agensir.it

“Consegnatoci nel giorno del nostro Battesimo, il ‘Padre nostro’ fa risuonare in noi quei medesimi sentimenti che furono in Cristo Gesù”, ha spiegato Francesco. “È tanto bello pregare come Gesù”, ha osservato Francesco, che poi ha rilevato come “formati al suo divino insegnamento, osiamo rivolgerci a Dio chiamandolo ‘Padre’, perché siamo rinati come suoi figli attraverso l’acqua e lo Spirito Santo”. “Nessuno, in verità – ha proseguito – potrebbe chiamarlo familiarmente ‘Abbà’ senza essere stato generato da Dio, senza l’ispirazione dello Spirito, come insegna san Paolo”.

“Oltre che nella Messa, il ‘Padre nostro’ viene pregato, alla mattina e alla sera, nelle Lodi e nei Vespri”, ha continuato il Papa, evidenziando che “in tal modo, l’atteggiamento filiale verso Dio e di fraternità con il prossimo contribuiscono a dare forma cristiana alle nostre giornate”.

Nel “Padre Nostro”, la “Preghiera del Signore”, “chiediamo il ‘pane quotidiano’, nel quale scorgiamo un particolare riferimento al Pane eucaristico, di cui abbiamo bisogno per vivere da figli di Dio” ha detto ancora Papa Francesco, che poi ha ricordato che nel “Padre Nostro” “imploriamo anche ‘la remissione dei nostri debiti’, e per essere degni di ricevere il perdono di Dio ci impegniamo a perdonare chi ci ha offeso”. Infine, con la preghiera al Padre, “chiediamo ancora a Dio di ‘liberarci dal male’ che ci separa da Lui e ci divide dai nostri fratelli”.

“Comprendiamo bene che queste sono richieste molto adatte a prepararci alla santa Comunione”, ha rilevato il Papa. “Quanto chiediamo nel ‘Padre nostro’ viene prolungato dalla preghiera del sacerdote che, a nome di tutti, supplica: ‘Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni’”, ha continuato Francesco, rilevando come la preghiera “riceve una sorta di sigillo nel rito della pace – così diversa da quella del mondo”.

“La pace di Cristo non può radicarsi in un cuore incapace di vivere la fraternità e di ricomporla dopo averla ferita. La pace la dà il Signore che ci dà la grazia di perdonare coloro che ci hanno offeso”. Con il ‘Padre Nostro’ “si invoca da Cristo che il dono della sua pace – così diversa da quella del mondo – faccia crescere la Chiesa nell’unità e nella pace, secondo la sua volontà”. Poi, ha proseguito Francesco, “con il gesto concreto scambiato tra noi, esprimiamo ‘la comunione ecclesiale e l’amore vicendevole”, prima di ricevere l’Eucaristia.

“Il gesto della pace è seguito dalla frazione del Pane”. “Compiuto da Gesù durante l’Ultima Cena, lo spezzare il Pane è il gesto rivelatore che ha permesso ai discepoli di riconoscerlo dopo la sua risurrezione”, come successe ai discepoli di Emmaus. “Nel Pane eucaristico, spezzato per la vita del mondo, l’assemblea orante riconosce il vero Agnello di Dio, cioè il Cristo Redentore, e lo supplica: ‘Abbi pietà di noi … dona a noi la pace’”. Per Francesco, “Abbi pietà di noi” e “dona a noi la pace” “sono invocazioni che, dalla preghiera del ‘Padre nostro’ alla frazione del Pane, ci aiutano a disporre l’animo a partecipare al convito eucaristico, fonte di comunione con Dio e con i fratelli”.

Riflettendo – Recitando la preghiera del ‘Padre nostro’, noi chiediamo a Gesù di entrare nel nostro cuore per liberarci dal male, per perdonare noi stessi e gli altri da tutti i pensieri negativi, le parole e le azioni che ci chiudono in noi stessi e ci allontanano da Gesù e dai nostri fratelli. Per amare il prossimo come noi stessi, infatti è necessario essere in pace con tutti. Recitando la preghiera del ‘Padre Nostro’, scambiando il segno della pace e accostandoci all’Eucaristia, chiediamo a Gesù di entrare nel nostro cuore per risorgere a vita nuova. Perdonando ed accogliendo noi stessi e gli altri Gesù ci dona la vita, per amare ed essere amati. (Fabio F.)

Per il video / testo completo della catechesi di Papa Francesco di mercoledì 14 marzo 2018, cliccare qui

Cernusco sul Naviglio, 14 marzo 2018