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Giovedì 19 Marzo

“DIO DELLA PERSEVERANZA E DELLA CONSOLAZIONE”

Il Papa, nella catechesi dell’udienza generale di mercoledì 22 marzo, sulla scorta della lettera di san Paolo ai Romani, ha declinato la speranza a partire da due parole: “perseveranza” e “consolazione”.


Foto archivio SIR

La perseveranza – ha spiegato papa Francesco - è “pazienza”: “è la capacità di sopportare, portare sopra le spalle, di rimanere fedeli, anche quando il peso sembra diventare troppo grande, insostenibile, e saremmo tentati di giudicare negativamente e di abbandonare tutto e tutti”.

“La consolazione – ha spiegato Francesco – è la grazia di saper cogliere e mostrare in ogni situazione, anche in quelle maggiormente segnate dalla delusione e dalla sofferenza, la presenza e l’azione compassionevole di Dio”. San Paolo “ci ricorda che la perseveranza e la consolazione ci vengono trasmesse in modo particolare dalle Scritture, cioè dalla Bibbia”, ha ricordato il Papa, sottolineando che “la Parola di Dio, in primo luogo, ci porta a volgere lo sguardo a Gesù, a conoscerlo meglio e a conformarci a Lui, ad assomigliare sempre di più a Lui”.

“Il Signore è davvero ‘il Dio della perseveranza e della consolazione’ – ha assicurato Francesco a partire dal testo biblico – che rimane sempre fedele al suo amore per noi “. “Cioè che è perseverante nell’amore con noi, non si stanca di amarci, è perseverante, sempre ci ama, si prende cura di noi ricoprendo le nostre ferite con la carezza della sua bontà e della sua misericordia, cioè ci consola, non si stanca di consolarci”.

“Seminare speranza ci vuole oggi, non è facile!”, ha poi proseguito il Papa, commentando l’affermazione di san Paolo contenuta all’inizio della lettera ai Romani: “Noi, che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi”. “Questa espressione ‘noi che siamo i forti’ – ha spiegato Francesco – potrebbe sembrare presuntuosa, ma nella logica del Vangelo sappiamo che non è così, anzi, è proprio il contrario perché la nostra forza non viene da noi, ma dal Signore”.

“Chi sperimenta nella propria vita l’amore fedele di Dio e la sua consolazione è in grado, anzi, in dovere di stare vicino ai fratelli più deboli e farsi carico delle loro fragilità”, ha ammonito il Papa: “Se noi stiamo vicino al Signore, avremo quella fortezza per essere vicini ai più deboli, ai più bisognosi, di consolare loro e di dare forza a loro.” “E questo noi possiamo farlo senza autocompiacimento, ma sentendosi semplicemente come un ‘canale’ che trasmette i doni del Signore; e così diventa concretamente un ‘seminatore’ di speranza”, la ricetta di Francesco. “È questo che il Signore ci chiede – ha concluso il Papa – con quella fortezza e quella capacità di consolare, di essere seminatori di speranza”.

La Chiesa “non è una comunità in cui alcuni sono di ‘serie A’, cioè i forti, e altri di ‘serie B’, cioè i deboli”. A puntualizzarlo è stato il Papa, che ha spiegato come la speranza cristiana “si traduce concretamente in condivisione, in servizio reciproco”: “Perché anche chi è ‘forte’ si trova prima o poi a sperimentare la fragilità e ad avere bisogno del conforto degli altri; e viceversa nella debolezza si può sempre offrire un sorriso o una mano al fratello in difficoltà”. “Ma tutto questo è possibile se si mette al centro Cristo e la sua Parola”, l’invito di Francesco: “Perché lui è il forte, è quello che ci da la fortezza, ci dà la pazienza, ci dà la speranza, ci da la consolazione”.

Gesù “è il ‘fratello forte’ che si prende cura di ognuno di noi”, ha proseguito il Papa: “Tutti abbiamo bisogno di essere caricati sulle spalle dal Buon Pastore e di sentirci avvolti dal suo sguardo tenero e premuroso”. “Non ringrazieremo mai abbastanza Dio per il dono della sua Parola, che si rende presente nelle Scritture”, ha concluso il Papa: “È lì che il Padre del Signore nostro Gesù Cristo si rivela come Dio della perseveranza e della consolazione. Ed è lì che diventiamo consapevoli di come la nostra speranza non si fondi sulle nostre capacità e sulle nostre forze, ma sul sostegno di Dio e sulla fedeltà del suo amore”. “Cioè sulla forza di Dio e la consolazione di Dio”. (Fonte: Agenzia SIR)

Per leggere il testo completo della catechesi di papa Francesco di mercoledì 22 marzo 2017, cliccare qui

Cernusco sul Naviglio, 23 marzo 2017