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Giovedì 19 Marzo

“QUANTE VOLTE SIAMO TENTATI DAL PESSIMISMO!”

“A volte ci lasciamo andare al lamento inutile e non sappiamo nemmeno che cosa chiedere, che cosa sperare…”. In questi casi, “ancora una volta ci viene in aiuto lo Spirito Santo, respiro della nostra speranza”, che “vede per noi oltre le apparenze negative del presente e ci rivela già ora i cieli nuovi e la terra nuova che il Signore sta preparando per l’umanità”


Foto archivio SIR

“Spesso siamo tentati di pensare che il creato sia una nostra proprietà, un possedimento che possiamo sfruttare a nostro piacimento e di cui non dobbiamo rendere conto a nessuno”: è quanto ha affermato Papa Francesco all’inizio della catechesi durante l’’udienza generale di mercoledì 22 febbraio. La creazione, invece, “è un dono meraviglioso che Dio ha posto nelle nostre mani, perché possiamo entrare in relazione con Lui e possiamo riconoscervi l’impronta del suo disegno d’amore, alla cui realizzazione siamo chiamati tutti a collaborare, giorno dopo giorno”. “Con l’esperienza tragica del peccato, rotta la comunione con Dio, abbiamo infranto l’originaria comunione con tutto quello che ci circonda e abbiamo finito per corrompere la creazione, rendendola così schiava, sottomessa alla nostra caducità. E purtroppo la conseguenza di tutto questo è drammaticamente sotto i nostri occhi, ogni giorno”, l’analisi del Papa: “Quando rompe la comunione con Dio, l’uomo perde la propria bellezza originaria e finisce per sfigurare attorno a sé ogni cosa; e dove tutto prima rimandava al Padre Creatore e al suo amore infinito, adesso porta il segno triste e desolato dell’orgoglio e della voracità umani”.

“Il cristiano non vive fuori dal mondo, sa riconoscere nella propria vita e in ciò che lo circonda i segni del male, dell’egoismo e del peccato”. Ha assicurato il Papa, che nella catechesi ha ricordato che il cristiano “è solidale con chi soffre, con chi piange, con chi è emarginato, con chi si sente disperato”. Però, nello stesso tempo, “il cristiano ha imparato a leggere tutto questo con gli occhi della Pasqua, con gli occhi del Cristo Risorto”: “E allora sa che stiamo vivendo il tempo dell’attesa, il tempo di un anelito che va oltre il presente, il tempo del compimento”. “Nella speranza sappiamo che il Signore vuole risanare definitivamente con la sua misericordia i cuori feriti e umiliati e tutto ciò che l’uomo ha deturpato nella sua empietà – ha affermato Francesco – e che in questo modo egli rigenera un mondo nuovo e una umanità nuova, finalmente riconciliati nel suo amore”.

“Quante volte anche noi cristiani siamo tentati dalla delusione, dal pessimismo”, ha fatto notare il Papa, che nella parte finale della catechesi dell’udienza ha osservato come “a volte ci lasciamo andare al lamento inutile, oppure rimaniamo senza parole e non sappiamo nemmeno che cosa chiedere, che cosa sperare…”. In questi casi, “ancora una volta ci viene in aiuto lo Spirito Santo, respiro della nostra speranza, il quale mantiene vivi il gemito e l’attesa del nostro cuore”, ha assicurato Francesco. “Lo Spirito vede per noi oltre le apparenze negative del presente e ci rivela già ora i cieli nuovi e la terra nuova che il Signore sta preparando per l’umanità”. (Fonte: Agenzia SIR)

Per leggere il testo integrale della catechesi di Papa Francesco di mercoledì 22 febbraio 2017, cliccare qui

Cernusco sul Naviglio, 22 febbraio 2017