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Giovedì 19 Marzo

IL MALE NON TRIONFERÀ

Durante l'udienza generale dello scorso 14 dicembre, svoltasi in Aula Paolo VI, i fedeli hanno fatto gli auguri a Papa Francesco per il suo prossimo 80° compleanno. Il male non trionferà per sempre, c’è una fine al dolore. La disperazione è vinta”. “Siamo chiamati a diventare uomini e donne di speranza”, è stato l’invito finale del Papa.


Papa Francesco durante l’udienza dello scorso 14 dicembre 2016
(Foto SIR – Riproduzione riservata)

Al centro della catechesi di Papa Francesco un brano di Isaia che inizia “con l’invito a Gerusalemme perché si svegli, si scuota di dosso polvere e catene e indossi le vesti più belle, perché il Signore è venuto a liberare il suo popolo”. “Dio non ha abbandonato il suo popolo e non si è lasciato sconfiggere dal male, perché è fedele, e la sua grazia è più grande del peccato”, esordisce Francesco. “Questo dobbiamo impararlo, perché noi siamo testardi”, prosegue il Papa.

“Chi è più grande, Dio o il peccato?”, chiede instaurando un dialogo botta e risposta con i fedeli. “Dio”, la prima risposta, la stessa delle domande successive: “Ne siete convinti? Dio? E chi vince alla fine, Dio o il peccato? Dio è capace di vincere il peccato più grosso, anche il più vergognoso?”. Poi l’ultima domanda, la più difficile: “Questa domanda non è facile”, ammette il Papa introducendola: “Vediamo se c’è qualche teologa o teologo tra voi. Con che arma vince Dio il peccato?”. “L’amore”, la risposta corale. “Dio vince il peccato, questo vuol dire che Dio regna”, il commento di Francesco.

“Dio si china sull’umanità per offrire misericordia e liberare l’uomo da ciò che sfigura in lui l’immagine bella di Dio, perché quando siamo nel peccato l’immagine è sfigurata”. Nel ricordarlo, il Papa si trattiene sul mistero del Natale ormai imminente. “La gioia più bella del Natale è quella interiore”, le sue parole: “Il Signore ha cancellato i nostri peccati, mi ha perdonato, ha avuto misericordia di me, è venuto a salvarmi. Questa è la gioia del Natale”.

“Quanto è brutto quando troviamo un cristiano che ha perso la speranza!”, esclama Francesco, deplorando l’atteggiamento di chi dice “è tutto finito per me”, di chi “non è capace di guardare a un orizzonte di speranza e vede davanti a sé soltanto un muro. Ma Dio è capace di distruggere questo muro col perdono”. “La speranza nasce quando vediamo Dio nel presepe, che nasce a Betlemme”, prosegue ricordando che a Natale “bisogna aprire il cuore: il Natale è il giorno per aprire il cuore a tanta piccolezza e a tanta meraviglia. È la meraviglia di Natale, a cui ci stiamo preparando in questo tempo di Avvento. È la sorpresa di un Dio bambino, di un Dio povero, di un Dio debole, di un Dio che abbandona la sua grandezza per farsi vicino a ognuno di noi”.

“Quando tutto sembra finito, quando, di fronte a tante realtà negative, la fede si fa faticosa e viene la tentazione di dire che niente ha più senso, ecco invece la bella notizia portata da quei piedi veloci: Dio sta venendo a realizzare qualcosa di nuovo, a instaurare un regno di pace; Dio ha ‘snudato il suo braccio’ e viene a portare libertà e consolazione”. “Il male non trionferà per sempre, c’è una fine al dolore. La disperazione è vinta”. “Siamo chiamati a diventare uomini e donne di speranza”, l’invito del Papa. (Fonte: Agenzia SIR)

Per leggere il testo completo della catechesi di Papa Francesco di mercoledì 14 dicembre 2016, cliccare qui

Cernusco sul Naviglio, 15 dicembre 2016