Ultime notizie :

ORARI SANTE MESSE A CERNUSCO SUL NAVIGLIO   

.   

.   

Iscrizione online all’Oratorio Estivo   

NATALE, GLI APPUNTAMENTI   

ESTATE IN ORATORIO, LE PROPOSTE   

A NATALE DONA... UNA SPESA!   

ARRIVA IL CARRO DI BABBO NATALE!   

UNA CAMPANA DI CARTA CHE NON SMETTE DI RISUONARE: 100° DI VOCE AMICA!   

Avvento: tempo di attesa e apertura del cuore alla speranza   

MONS. DELPINI DEDICA A DON GNOCCHI LA SACER: «VI DONO TRE A: ADESSO, ARDORE, AMICIZIA   

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA 2025/26, LA PROPOSTA PER LE FAMIGLIE DELLA NOSTRA COMUNITÀ    

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA 2025/26, LA PROPOSTA PER LE FAMIGLIE DELLA NOSTRA COMUNITÀ    

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA 2024/25   

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA, LA PROPOSTA 2023/24   

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA, PROGRAMMA 2022/23   

25 anni di CernuscoInsieme.it: un ponte digitale tra fede, comunità e informazione   

L’ARCIVESCOVO MARIO DI NUOVO A CERNUSCO    

A LUGLIO E AGOSTO ORARIO FESTIVO SANTE MESSE   

Con Maria in preghiera nel mese di maggio   

Santuario, consuntivo finale dei lavori entro le previsioni   

DON LUCIANO, DICEMBRE: VOCE AMICA: saranno altri cento anni o quanti non sappiamo...   

Don Luciano, novembre: “Il tema prioritario nel nostro mondo è la speranza”   

Don Luciano, Ottobre: ci aspettano due importanti e significativi avvenimenti   

Don Luciano, Settembre: riscopriamo il dono della fede come reale possibilità di comunione tra fratelli   

Venerdì 2 Gennaio

IDEALI CHE NUTRONO LA COSCIENZA DEL MONDO

Il professor Luigino Bruni, lo scorso 4 giugno qui a Cernusco, ha parlato del "capitale narrativo" ovvero la necessità, per il Terzo Settore, di capire «quali buone strade di futuro esistono perché gli ideali possano continuare a nutrire la coscienza del mondo»


Professor Luigino Bruni

Si è tenuta lunedì 4 giugno, alla Casa delle Arti di via De Gasperi, la serata di presentazione della ‘Fondazione Cernusco SMS (Solidarietà, Mutualità, Sussidiarietà)’. Il professor Luigino Bruni, partendo da un suo importante articolo pubblicato il 12 novembre scorso su ‘Avvenire’, ha introdotto il tema del "capitale narrativo". Pubblichiamo una parziale trascrizione del suo intervento.


Professor Luigino Bruni

Le civiltà e i popoli hanno un ciclo di felicità. Si parte da momenti in cui la felicità pubblica prevale su quella privata. Poi si ha una caduta, inizia un declino e ad affermarsi è la felicità privata. In un tempo come il nostro dove sembra che “bene comune” sia una parola logora, mettersi assieme per costituire una fondazione in una città e, di conseguenza, dar luogo a uno spazio e a un momento di felicità pubblica, è una cosa molto importante. È una festa.

Radici nella parola. Per chi conosce la botanica, le radici non sono il passato, sono il presente. La radice è ciò che ci fa vivere oggi e domani, non è ciò che ci fa vivere ieri. Alla base di queste radici ci sono ideali. Ideali che non vanno intesi in modo ideologico. L’ideologia è la malattia. L’ideologia è la nevrosi degli ideali. Gli ideali sono voglia di vita e di futuro. Le generazioni che ci hanno preceduto volevano vivere. Volevano che i figli vivessero e, soprattutto, fossero felici. L’antica legge al cuore della civiltà occidentale era questa: la felicità più importante non è la mia, ma è quella dei figli. Io mi sacrifico per loro. Le persone che ci hanno preceduto – i nostri nonni e le nostre nonne, i nostri padri e le nostre madri – avevano una grande resilienza, sapevano vivere e morire. Sapevano gestire le grandi crisi della vita. Nella vita.

Il noi prima dell'io. Le persone che ci hanno preceduto avevano un grande senso del noi. Il noi è la dimensione che viene prima dell’io. Potevano discutere, litigare, persino fare a botte ma prima di tutto c’era il mito fondativo della concordia civile. Pensiamo a Peppone e don Camillo: litigavano, certo, ma quando esondava il fiume andavano assieme a porvi rimedio. C’era una base civile, la fraternità, che fondava la concorrenza. Se manca una base civile tutto diventa guerra. Guerra politica, guerra economica, guerra fratricida. Accanto a tutto questo c’era la parola. Dare la parola era una cosa tremendamente seria. Molti fra i nostri nonni non sapevano nemmeno scrivere e tutto si svolgeva nella parola. In un mondo dove tutte le parole sono diventate “bufale”, questo semplice fatto – che la parola impegni o, come nel matrimonio, impegni per la vita – è sconvolgente. Questa regola aurea (“la felicità è prima di tutto la felicità dei figli”) e questi valori (la concordia, la fedeltà alla parola data) ci hanno fatto volare. Hanno dato vita e forma a ciò che chiamiamo "il mutualismo".

Per leggere il testo integrale dell’articolo, pubblicato su www.vita.it, cliccare qui

Cernusco sul Naviglio, 8 giugno 2018