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Mercoledì 11 Marzo

IDEE. È LA «LAUDATO SI´» LA PIETRA ANGOLARE SUI CUI RIFONDARE PRESENTE E FUTURO

A cinque anni dall’enciclica di papa Francesco il suo messaggio risulta più che mai attuale. Un saggio a più mani ne traduce le evidenze in uno stile di rinascita e di civiltà

«La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto d’amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune». Era il 24 maggio 2015 quando papa Francesco rivolse il suo profetico appello a ogni uomo e donna di buona volontà affinché si prendesse cura della terra, madre e sorella violata, con l’enciclica Laudato si’. «La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che “geme e soffre le doglie del parto”».

A quasi cinque anni di distanza, queste parole risuonano, nel mondo dilaniato dalla pandemia, con una forza dirompente. Produce un’insolita vertigine rileggere la Laudato si’ ai tempi del Covid–19. Il virus ingoia, a ritmo dirompente, vite umane, risorse economiche, certezze. Dopo aver sferzato la Cina e la Corea del Sud, esso ha colpito al cuore l’Occidente, travolgendo l’Europa e gli Stati Uniti come un’onda inarrestabile. «Davanti alla pandemia, il titanismo della nostra cultura è costretto a imparare la lezione dell’essere in balia», si legge in Niente di questo mondo ci risulta indifferente (Interno4) che oggi esce in ebook e il 28 maggio sarà sugli scaffali delle librerie. Il libro, curato da Daniela Padoan, nasce da un progetto dell’Associazione Laudato si’ (i cui soci fondatori, oltre a Padoan, sono: Mario Agostinelli, Virginio Colmegna, Oreste Magni, Antonio Soffientini, Guido Viale, Emilio Molinari, Paola Regina, Simona Sambati, Emanuela Vicentini).

Un’alleanza per il clima, la terra e la giustizia sociale, che, al termine di un’intensa giornata di dibattito nel gennaio 2019, ha deciso di prendere a riferimento l’Enciclica come «un ponte, un territorio condiviso da cui partire per rimarginare frammentazioni e generare nuove fondamenta per un cambiamento radicale». E, confrontandosi con le sue parole, aprire un percorso di approfondimento e riflessione. «Con questo libro, ci proponiamo di fornire un contributo di base all’elaborazione e all’attuazione di un programma ispirato all’ecologia integrale: un laboratorio quanto più organico di idee ed esperienze capaci di gettare luce l’una sull’altra e di indicare percorsi condivisi di esistenza e resistenza».

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Di Lucia Capuzzi per Avvenire, sabato 16 maggio 2020