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Sabato 28 Marzo

SENZA FORMAZIONE NON SI PUÒ

È un'esigenza insopprimibile della quarta rivoluzione del lavoro. Per trovare e conservare un lavoro per il futuro sarà molto importante il rapporto tra livello di istruzione formale e competenze basilari


Foto archivio SIR - Riproduzione riservata

Cambiano i modelli di produzione e di consumo, come si modificano i sistemi di trasporto e di consegna. Alcuni esperti parlano dell’avvento di una quarta rivoluzione industriale che trasforma non solo le dinamiche economiche ma la vita lavorativa e le modalità di lavoro. A livello mondiale assistiamo a una frammentazione del lavoro che porta alla crescita delle disuguaglianze di reddito, all’instabilità occupazionale, e all’insicurezza sociale. Dentro questo quadro uno studio, intitolato “The Human capital” e prodotto dal World economic forum, si interroga sul futuro del lavoro e dell’occupazione, sulle nuove opportunità e i possibili limiti legati ai talenti su cui investire nel nuovo mondo della produzione.

La quarta rivoluzione – spiegano nel rapporto – muta la reale natura del lavoro attraverso due processi: uno è causato alle innovazioni tecnologiche e al loro impatto sui modelli di business; l’altro è veicolato dalle nuove piattaforme digitali che permettono, già ora, di connettere talenti e mercati in modo inedito. Si alimenteranno sempre più due dimensioni sulle quali porre attenzione: la prima è l’apertura dei mercati che saranno ancora più in rete e “vicini” rispetto al passato; la seconda è la caducità delle competenze acquisite, perché il continuo stimolo delle nuove tecniche conduce a un invecchiamento precoce del saper fare e un minor peso dell’esperienza.

In tale situazione diventano centrali i momenti formativi che si vivono in un percorso professionale, perché, sviluppare alcune capacità piuttosto che altre, significa valorizzare in modo maggiore le opportunità delle persone alla partecipazione al mercato del lavoro. La ricerca sottolinea l’esistenza di due ambiti di impegno educativo: il primo riguarda il sistema di istruzione dei singoli Paesi che dovrebbe cercare modalità educative meno legate alla lezione frontale e più indirizzate ad attività cooperative di gruppo; il secondo riguarda le imprese che dovrebbero continuare a curare i talenti dei loro dipendenti per aggiornare le loro abilità in modo da coltivare all’interno possibilità di innovazione dei processi.

Inoltre per trovare e conservare un lavoro per il futuro, secondo la ricerca, sarà molto importante il rapporto tra livello di istruzione formale e competenze basilari come l’utilizzo di tecnologia, la capacità di individuare le questioni corrette, il pensiero critico, la creatività o la capacità di cooperare. Anche se nel report si sottolinea l’impossibilità di prevedere quali saranno i mestieri e le occupazioni stabili per il futuro, una formazione che privilegerà l’apertura e la disponibilità ai cambiamenti, sarà essenziale in un periodo che richiede un continuo aggiornamento per mantenersi competitivi nel mercato del lavoro.

Andrea Casavecchia per Agenzia SIR

Riproduzione Riservata

Cernusco sul Naviglio, 4 luglio 2016