Le tracce di Gesù: storia delle reliquie di Cristo sui Cammini d’Europa
È questo il titolo del nuovo libro di Andrea Gadda, in distribuzione dal 13 aprile. Insieme a Voce Amica abbiamo scelto di incontrarlo per saperne qualcosa di più.
Andrea, ad appena un anno dall’uscita di “La Sindone e le ampolle: il Sangue di Gesù dal Calvario all’Italia”, ci regali un nuovo libro che, a prima vista, sembrerebbe una provocazione, un invito a farsi pellegrini sulle strade d’Europa. Come è nata questa idea?
Il primo libro, pensato per la divulgazione nelle conferenze nell’Anno Giubilare e quasi esaurito in pochi mesi, mi ha indotto a proporre all’editore di scriverne un altro che lo completasse e parlasse a un pubblico più vasto possibile. L’interessamento ricevuto per una traduzione in spagnolo, l’ostensione apprezzata delle copie fotografiche di Sindone e Sudario proposta a Santiago de Compostela e nella Cattedrale di Oviedo mi hanno portato a formulare questa nuova proposta rivolta a chi si sente pellegrino, fisicamente e spiritualmente.
Mentre in questi ultimi tempi si assiste a una fioritura di vacanze itineranti a piedi, sembra tu voglia suggerire ai pellegrini una diversa prospettiva di approccio, è così?
Pur sembrando di andare in controtendenza, vorrei provare a riportare al centro della questione il motivo fondante del pellegrinaggio “europeo”. Oggi assistiamo a una rinascita del desiderio di cammino spirituale come risposta a una richiesta interiore; qui si tratta di aiutare questo desiderio a destarsi in tutta la sua forza, sostenendo quella che non è una tendenza, ma una tensione, non una moda ma una ricerca di dialogo delle creature con il Creatore.
Una parte della tradizione ci ha consegnato le reliquie come vestigia di un passato credulone e approssimativo, mentre l’Arcivescovo Paolo Giulietti nella prefazione definisce le reliquie cristiane come «memorie autentiche dell’evento centrale della nostra fede, la Pasqua del Signore»: da che parte dobbiamo stare?
La tradizione non è solo ripetizione di gesti e liturgie, ma consegna di un passato vivo che non è immutabile. Pensiamo a Gesù, che visse in una società ricca di tradizioni e basata sulla Legge: senza abolire l’Antica non ebbe timore di consegnare al mondo la Nuova. Noi, anche attraverso una catechesi che parte dalle tracce storiche, archeologiche e spirituali lasciate da Gesù, grazie agli studi scientifici e in relazione alla conoscenza delle usanze giudaiche possiamo e dobbiamo parlare ancora al mondo della Pasqua e delle virtù cristiane. Vogliamo parlare di come abbiamo completamente smarrito il valore della virtù più bella, che è la Pietà? È molto bello potersi meravigliare per le scelte di Pietà cristiana compiute dai personaggi legati alla Passione di Gesù sul Calvario, un’altra delle sorprese legate alle reliquie che troverete nel libro.
Scorrendo l’Indice è come percorrere un itinerario sul quale anche tu ti sei messo in cammino: qual è il luogo o l’incontro che ti ha maggiormente colpito e perché?
Di fatto è così: poter studiare la Sindone e in parte il Sudario di Oviedo mi ha permesso di vivere più intensamente la fede, di poter vedere con occhi diversi, della mente e del cuore, la sequenza di stazioni della Via Crucis. Essere stato due volte in pellegrinaggio proprio a Oviedo, città in cui da milletrecento anni è custodito il Santo Sudario, ha accresciuto il desiderio di consegnare a chi legge una “nuova” descrizione dei fatti del Calvario, nell’intento di avvicinare per primo me stesso al mistero eucaristico.
Alla luce di queste "novità" quale tra le stazioni della Via Crucis ti scuote maggiormente?
La Deposizione. Noi non immaginiamo molto questa scena e il Corpo di Cristo riverso a terra, ancora inchiodato al patibolo, torace e faccia a terra.
Alla fine fai un sogno, ce lo racconti?
Il 2033, per i due millenni dal compimento della promessa di Gesù, sogno di poter rivedere Pietro, nuovamente al cospetto delle due reliquie menzionate da Giovanni nel Sepolcro vuoto: Sindone e Sudario nuovamente insieme davanti al mondo e al successore del Pescatore di uomini. Con lui la Chiesa e ogni uomo potrebbero rivivere questo momento di grazia in un giorno memorabile in cui tutti si fermerebbero a meditare sul Mistero della Pasqua di Gesù Cristo.









