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Martedì 17 Marzo

Novembre, nel 60° anniversario dell´inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II

Carissimi,

il 22 Ottobre scorso abbiamo celebrato un evento molto importante per la vita della Chiesa: il 60° anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II. Papa Francesco nell’omelia che tenne durante la Messa a ricordo di quell’evento tra le altre cose ebbe a dire:

Fratelli, sorelle, ritorniamo alle pure sorgenti d’amore del Concilio. Ritroviamo la passione del Concilio e rinnoviamo la passione per il Concilio! Immersi nel mistero della Chiesa madre e sposa, diciamo anche noi, con San Giovanni XXIII: Gaudet Mater Ecclesia! (Discorso all’apertura del Concilio, 11 ottobre 1962). La Chiesa sia abitata dalla gioia. Se non gioisce smentisce sé stessa, perché dimentica l’amore che l’ha creata. Eppure, quanti tra noi non riescono a vivere la fede con gioia, senza mormorare e senza criticare? Una Chiesa innamorata di Gesù non ha tempo per scontri, veleni e polemiche. Dio ci liberi dall’essere critici e insofferenti, aspri e arrabbiati. Non è solo questione di stile, ma di amore, perché chi ama, come insegna l’Apostolo Paolo, fa tutto senza mormorare (cfr Fil 2,14).

Già Papa Benedetto XVI ci metteva in guardia da una falsa interpretazione del Concilio con queste parole: “C’era il Concilio dei Padri – il vero Concilio –, ma c’era anche il Concilio dei media. Era quasi un Concilio a sé, e il mondo ha percepito il Concilio tramite questi, tramite i media. Quindi il Concilio immediatamente efficiente arrivato al popolo è stato quello dei media, non quello dei Padri. […] Quindi, questo era quello dominante, più efficiente, ed ha creato tante calamità, tanti problemi, realmente tante miserie: seminari chiusi, conventi chiusi, liturgia banalizzata… e il vero Concilio ha avuto difficoltà a concretizzarsi, a realizzarsi; il Concilio virtuale era più forte del Concilio reale”.

Fa eco a ciò anche l’attuale Papa Francesco aiutandoci ad avere uno sguardo autentico di lettura del Concilio: “Il Concilio ci ricorda che la Chiesa, a immagine della Trinità, è comunione. Il diavolo, invece, vuole seminare la zizzania della divisione. Non cediamo alle sue lusinghe, non cediamo alla tentazione della polarizzazione. Quante volte, dopo il Concilio, i cristiani si sono dati da fare per scegliere una parte nella Chiesa, senza accorgersi di lacerare il cuore della loro Madre! Quante volte si è preferito essere ‘tifosi del proprio gruppo’ anziché servi di tutti, progressisti e conservatori piuttosto che fratelli e sorelle, ‘di destra’ o ‘di sinistra’ più che di Gesù; ergersi a ‘custodi della verità’ o a ‘solisti della novità’, anziché riconoscersi figli umili e grati della santa Madre Chiesa. Tutti, tutti siamo figli di Dio, tutti fratelli nella Chiesa, tutti Chiesa, tutti. Il Signore non ci vuole così: noi siamo le sue pecore, il suo gregge, e lo siamo solo insieme, uniti. Superiamo le polarizzazioni e custodiamo la comunione, diventiamo sempre più ‘una cosa sola’, come Gesù ha implorato prima di dare la vita per noi. Ci aiuti in questo Maria, Madre della Chiesa. Accresca in noi l’anelito all’unità, il desiderio di impegnarci per la piena comunione tra tutti i credenti in Cristo. Lasciamo da parte gli ‘ismi’: al popolo di Dio non piace questa polarizzazione. Il popolo di Dio è il santo popolo fedele di Dio: questa è la Chiesa”

Forse è utile vigilare e mettere in evidenza come il parossismo mediatico, specialmente in merito agli avvenimenti ecclesiali, sia sempre alla ricerca di suggestioni, tensioni, contrasti, complotti all’interno della Chiesa, e, senza dover inventare, semplicemente amplifica con interventi deformanti la realtà delle cose. Questo è accaduto prima, durante e dopo il Vaticano II. E spesso accade ancora perché è molto facile cadere nella trappola di lasciarsi convincere più dal verosimile che cercare il vero.

Non vale solo per il Concilio ma per tutta la realtà che ci sta davanti, se si perde il “pensiero di Cristo” si diventa mondani e leggendo il mondo e la sua storia solo con la cifra della mondanità che è contraria alla logica della fede.

L’Avvento che iniziamo in questo mese per prepararci al Natale ce lo ripete ancora: Vigilate!

don Luciano