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CENTRO AIUTO ALLA VITA, SUI SAGRATI CON LE PRIMULE

Domenica 4 febbraio – 40^ Giornata nazionale per la vita – i volontari del C.A.V. saranno presenti, sin dal sabato pomeriggio precedente, sui sagrati delle chiese parrocchiali.


Foto da www.agensir.it

I volontari del Centro di Aiuto alla Vita (C.A.V.) della nostra città – in occasione della 40^ Giornata nazionale per la vita, indetta dalla Conferenza episcopale italiana - saranno presenti sui sagrati delle chiese parrocchiali cittadine, sabato 3 e domenica 4 febbraio, per raccogliere fondi a sostegno delle iniziative volte a promuovere la vita fin dal suo concepimento.

Saranno i banchi colmi di coloratissime primule a segnalare la presenza dei volontari del CAV, che invitano tutti a sorridere alla vita, sollecitati dai mille colori di tante primule, simbolo della rinascita della natura che continua a riempirci delle cose più belle: fiori come piccoli bimbi.

Nel Messaggio del Consiglio episcopale permanente della Conferenza episcopale italiana (cliccare qui, per visualizzarlo) per la 40ª Giornata nazionale per la vita, che si celebra il 4 febbraio 2018, i vescovi richiamano l’ammonimento del Santo Padre sui “segni di una cultura chiusa all’incontro” che “gridano nella ricerca esasperata di interessi personali o di parte, nelle aggressioni contro le donne, nell’indifferenza verso i poveri e i migranti, nelle violenze contro la vita dei bambini sin dal concepimento e degli anziani segnati da un’estrema fragilità”.

Il Papa “ricorda che solo una comunità dal respiro evangelico è capace di trasformare la realtà e guarire dal dramma dell’aborto e dell’eutanasia; una comunità che sa farsi ‘samaritana’ chinandosi sulla storia umana lacerata, ferita, scoraggiata”, è il richiamo dei vescovi nel messaggio per la Giornata della vita 2018. Una comunità che cerca il sentiero della vita, “gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra”. Una vita di cui il mondo di oggi “ha enorme bisogno”, “spesso senza riconoscerlo”. Per questo, “si aspetta dai cristiani l’annuncio della buona notizia per vincere la cultura della tristezza e dell’individualismo, che mina le basi di ogni relazione”.

Il punto iniziale per testimoniare il Vangelo della vita e della gioia, scrivono i vescovi, “è vivere con cuore grato la fatica dell’esistenza umana, senza ingenuità né illusorie autoreferenzialità”. Il credente diventa discepolo e, “mentre impara a confrontarsi continuamente con le asprezze della storia, si interroga e cerca risposte di verità”. Un cammino di ricerca in cui “sperimenta che stare con il Maestro” lo conduce “a gestire la realtà e a viverla bene, in modo sapiente, contando su una concezione delle relazioni non generica e temporanea, bensì cristianamente limpida e incisiva”.

Cernusco sul Naviglio, 30 gennaio 2018