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Martedì 24 Novembre

UN ESEMPIO DI SANTITA’ NEL NUOVO MILLENNIO

Devo essere sincero. Non conoscevo la storia di Carlo Acutis prima che in questi ultimi giorni si incominciasse a parlare della sua beatificazione. Una storia bella e allo stesso tempo triste, quella di un ragazzo che muore a 15 anni per una leucemia fulminante, una storia di lacrime che la fede rende viva e piena di speranza.
Figlio di una famiglia dell’alta borghesia milanese ed educato nelle migliori istituzioni scolastiche si distinse fin da piccolissimo per il suo amore forte e fervente verso Cristo, per il suo volontariato caritatevole a favore dei più poveri e diseredati e per la sua grande attitudine in tema di tecnologia e social network che all’epoca, parliamo dei primi anni del millennio, non erano ancora così totalizzanti e diffusi come oggi. Un precursore, se vogliamo, di quello che sarebbe diventato di lì a poco il più importante mezzo di comunicazione, motivo per cui viene da molti considerato già da oggi patrono di internet. Questa definizione può essere condivisibile a patto che non ci si soffermi solo su questo aspetto e non si svilisca la vera portata della vita di Carlo.
La Chiesa lo riconosce come modello di vita cristiana. Questo il motivo principale della sua canonizzazione.
In un contesto sociale di benessere che spesso è visto come lontano dalla vita cristiana Carlo non ha vissuto a metà ma ha portato avanti la sua fede fino in fondo. Ragazzo giovane, maturo, sapeva spiegare con semplicità la sua fede con la voglia guerriera, tipica dei santi, di andare controcorrente e svegliare le coscienze. Persona che c’era per tutti, che c’era per tutto, che riusciva a non perdere ogni giorno messa e adorazione eucaristica, a studiare, a fare volontariato, ad aiutare e a stare vicino ai più poveri e ai più bisognosi. “Tutti nascono originali, molti muoiono fotocopie” diceva spesso. Gesù era il suo inizio e il suo obiettivo. Fu lui a convertire la sua famiglia e diverse altre persone attratte dal suo esempio.
Divise la sua vita tra Milano e l’Umbria, amò molto Assisi dove la sua famiglia aveva una casa per le vacanze. Lo attraeva la figura di San Francesco e il suo amore per la povertà e per i poveri lo affascinava.
E poi internet, strumento che egli sognava di utilizzare ed utilizzava per diffondere la fede. Curava  diversi siti internet: quello della sua parrocchia, Santa Maria Segreta in Milano, quello del volontariato della sua scuola, Istituto Leone XIII e perfino quello della pontificia accademia cultorum martirum. Il suo capolavoro, dal punto di vista informatico fu però la mostra sui miracoli eucaristici, una mostra on line che riporta i miracoli eucaristici di tutto il mondo: Carlo coltivava un amore profondo per l’eucaristia che definiva “La mia autostrada per il cielo”.
Mentre guardavo la cerimonia su YouTube presso la Basilica superiore di san Francesco in Assisi (in calce il link per chi volesse vederla o rivederla) la cosa che più mi colpiva era la gente, l’incredibile moltitudine di gente. Dicono che durante il suo funerale la chiesa non fosse in grado di contenere le persone che arrivarono a riempire anche il sagrato. Durante la beatificazione il Covid ci ha messo il suo zampino come sempre ormai, ma la gente tra quella in chiesa e quella in piazza restava comunque tanta, per non parlare delle persone collegate: centinaia di commenti a lato in tutte le lingue, con quelli in lingua spagnola e portoghese che superavano tutti gli altri. In vista della cerimonia hanno chiesto di poter trasmettere la diretta circa 180 paesi.
Merito di internet? Sì sarebbe facile trarre questa conclusione e, intendiamoci, anche internet ci ha messo del suo. Ma, come dicevo, parlare semplicemente di patrono di Internet o di influencer di Dio è riduttivo. Perché la vera lezione da imparare è che internet da solo non convince e non converte nessuno. La grandezza di Carlo Acutis è stata quella di mettere Gesù al centro della sua vita, tanto nella preghiera quanto nelle azioni verso il prossimo. Era un ragazzo normale. Se lo avessimo visto camminare sui marciapiedi della sua città, ci sarebbe parso ragazzo come gli altri, ma allo stesso tempo era un ragazzo unico. Gesù Cristo e l'Adorazione eucaristica gli hanno consentito di rimanere sempre l'originale di sé stesso, quella persona unica che è uscita da Dio.
E pensando all’amore di Carlo verso la Madonna non può sfuggire una curiosità. La memoria liturgica del beato Carlo Acutis si celererà ogni 12 ottobre, giorno della sua morte, che è il giorno dedicato alla Nostra Signora Aparecida, patrona del Brasile. Il miracolo attribuito all’intercessione di Carlo riguarda proprio la guarigione da una malformazione congenita di un bambino brasiliano.

E.S.

(Immagine di copertina tratta dal quotidiano "La Verità)

Per vedere la Santa Messa di beatificazione cliccare qui